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Il calo del trasporto aereo in Italia

di Giampiero Francesca

aereoNonostante le molte questioni ancora aperte sembrano essersi ormai abbassati i riflettori sul caso Alitalia, rapidamente scivolata dall’onore delle prime pagine a quelle, meno appariscenti, dell’economia. Il placarsi del clamore consente però di riflettere con maggiore calma sui dati del trasporto aereo in Italia, riportati nel report Istat dello scorso 19 novembre, punto di partenza imprescindibile per una seria riflessione sull’intero sistema. Basta, infatti, prendere in esame il numero dei passeggeri sbarcati ed imbarcati negli aeroporti nazionali nel 2012 per rendersi conto delle difficoltà affrontate dall’intero comparto. Dopo un biennio di crescita (2010: +3,0% movimentazione aeromobili, +7,0% traffico passeggeri – 2011: +0,2%, +6,4%) il traffico aereo ha segnato una sostanziale diminuzione (-3,4% movimentazione aeromobili) passando dai 148.879.542 passeggeri del 2011 ai 146.930.5987 del 2012 (-1,3%). In questo quadro di generale declino un segno particolarmente negativo è dato dalla quota di utilizzo delle compagnie italiane. A differenza del dato aggregato persiste un trend sfavorevole ai vettori italiani, la cui quota di mercato è scesa, nell’arco 2003/2012, dal 66% al 38%. A cosa può imputarsi un così rovinoso declino? Nel 2012 l’insieme delle compagnie aeree, italiane e straniere, ha subito una perdita di 2.347.000 passeggeri nel trasporto tradizionale, ma ha visto aumentare di 419.000 unità quello delle compagnie low cost. I vettori italiani, al contrario, hanno subito, proprio nel settore dei voli economici, la maggiore contrazione, segnando un crollo di ben 3.433.000 viaggiatori (e una diminuzione di soli 1.336.000 passeggeri nel traffico tradizionale). Una prima causa della debolezza sistemica italiana è quindi immediatamente riscontrabile proprio nella fragilità dei vettori più economici. L’incidenza del traffico low cost nel 2012, per quanto riguarda i vettori italiani, è stata pari solo al 24% (in perdita di 4% rispetto al 2011) molto al di sotto del valore complessivo delle compagnie più economiche attestosi al 47% (in aumento di 1% rispetto al 2011). Accanto a questa carenza strutturale si affiancano però strategie sbagliate da parte dei nostri vettori tradizionali. Come infatti già sottolineato dal Prof. Caroli (Su Alitalia una strategia sbagliata) le compagnie non low-cost avrebbero dovuto “anzitutto prediligere le rotte intercontinentali”. Guardando ai dati pubblicati dall’Eurostat lo scorso 5 novembre gli operatori italiani non brillano in questa speciale classifica. London /Heathrow (69.983.000 passeggeri), Paris/Charles de Gaulle (61.377.000 passeggeri) e Frankfurt/Main (57.261.000 passeggeri) sono i leader della graduatoria degli aeroporti europei per numero di passeggeri transitanti, anche grazie alla loro centralità nel traffico da e per l’Europa. Questi tre grandi centri fungono, infatti, da hub internazionale per le maggiori compagnie europee, garantendo un flusso di viaggiatori molto al di sopra di quello dei nostri aeroporti. Qual è la situazione italiana? Quali le rotte maggiormente frequentate? L’aeroporto che raccoglie il maggior numero di passeggeri rimane Roma Fiumicino, con 36.741.158 transiti, seguito da Milano Malpensa (18.329.205) e Milano Linate (9.175.619). Tutti e tre i grandi poli italiani hanno però registrato, nel 2012, una diminuzione dei passeggeri da e per gli aeroporti. Il calo complessivo di Fiumicino (-1,8% rispetto al 2011) è stato il frutto del notevole calo dei voli nazionali (-8,8%) mentre l’andamento negativo di Malpensa (-4,0% complessivo) è dovuta alla contemporanea decrescita sulle rotte interne (-8,6%) e quelle internazionali (-2,8%). Questo secondo dato dimostra come, di fatto, si stia procedendo ad un accentramento del traffico internazionale sul polo di Roma facendone il vero, piccolo, hub italiano. E’ però guardando alle rotte più battute che si evince la chiusura del nostro sistema aereo. Nel 2012 le rotte internazionali maggiormente frequentate sono state quelle da e per la Spagna (1.500.000 passeggeri), l’Egitto (1.400.000) e la Francia (1.300.000). Molto poco se messe a confronto con le direttrici nazionali, fra cui spicca la tratta Roma Fiumicino/Catania/Roma Fiumicino (3.306.780 passeggeri) che supera di ben 550.330 la nota Roma Fiumicino/Milano Malpensa/Roma Fiumicino.

 

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