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Ecco come il Redditometro tutelerà la privacy

redditometro-258 (1)A seguito di un attento esame, il via libera del Garante per la privacy al Redditometro è arrivato. Tuttavia l’autorità ha prescritto una serie di linee guida per far sì che non venga invasa in modo spropositato la privacy delle persone rendendo anche più efficace lo strumento atto alla lotta all’evasione fiscale.
“Va ricordato – spiega il Garante – che per calcolare lo scostamento tra i redditi dichiarati e le spese effettuate e per selezionare i contribuenti da sottoporre a controlli, il nuovo Redditometro si fonda sul trattamento automatizzato di dati personali in possesso dell’Agenzia delle entrate – comunicati dallo stesso contribuente o da soggetti esterni (es. società telefoniche, assicurazioni) – e sull’imputazione anche di spese presunte, determinate sulla base dell’attribuzione automatica al contribuente di un determinato profilo”.
Nel dettaglio le misure che renderanno il nuovo Redditometro conforme alle normative sulla privacy riguardano in primis la profilazione, nel senso che il reddito del contribuente potrà essere ricostruito utilizzando solo le spese certe e spese relative a beni posseduti o a servizi utilizzati certi. Ciò vuol dire che non potranno essere utilizzate spese presunte o basate su medie rilevate dall’Istat.
Altra misura riguarda appunto i dati delle spese medie rilevati dall’Istat: non possono infatti essere utilizzati per determinare l’ammontare di spese frazionate e ricorrenti (come ad esempio quelle per abbigliamento, alimentari, alberghi etc.) per le quali il fisco non ha evidenze certe. Tali dati infatti, riferibili allo standard di consumo medio familiare, non possono essere ricondotti correttamente ad alcun individuo, se non con notevoli margini di errore in eccesso o in difetto.
Nemmeno il fitto figurativo (attribuito al contribuente in assenza di abitazione in proprietà o locazione nel comune di residenza) verrà utilizzato per selezionare i contribuenti da sottoporre ad accertamento, ma solo ove necessario a seguito del contraddittorio. Il “fitto figurativo” dovrà essere attribuito solo una volta verificata la corretta composizione del nucleo familiare, per evitare le incongruenze riscontrate dal Garante (che comportavano l’attribuzione automatica a 2 milioni di minori della spesa fittizia per l’affitto di una abitazione).
Naturalmente l’Agenzia delle Entrate dovrà porre particolare attenzione alla qualità e all’esattezza dei dati, provvedendo alla correzione di eventuali ed evidenti anomalie riscontrate nella banca dati.
E’ necessario che il contribuente venga informato del fatto che i suoi dati personali saranno utilizzati anche ai fini del Redditometro.
Nell’invito al contraddittorio, aggiunge l’Autorità garante, dovrà essere specificata chiaramente al contribuente la natura obbligatoria o facoltativa degli ulteriori dati richiesti dall’Agenzia (es. estratto conto) e le conseguenze di un eventuale rifiuto anche parziale a rispondere.
L’ultima linea guida è quella riguardante i dati presunti di spesa, non ancorati ad alcun elemento certo e quantificabili esclusivamente sulla base delle spese Istat. Questi non potranno costituire oggetto del contraddittorio. E questo perché la richiesta di tali dati – relativi ad ogni aspetto della vita quotidiana, anche risalenti nel tempo – entra in conflitto con i principi generali di riservatezza e protezione dati sanciti in particolare dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

 

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