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Tre milioni di italiani disponibili al lavoro (che non cercano)

di Matteo Buttaroni

giovani_lavoro_disoccupazioneSe di per se è già grave il dato relativo al tasso di disoccupazione, lo è ancor di più quello relativo a quanti non hanno un lavoro né lo cercano. Nel trimestre luglio-settembre infatti il tasso di disoccupazione si attestava all’11,3% (oggi al 12,7%), in crescita dell’1,5% rispetto a un anno prima, mentre nell’Unione europea lo stesso dato si presentava al 10,5% in crescita di appena 0,2 punti percentuali rispetto al 2012. Per quanto riguarda invece chi sarebbe disponibile a lavorare ma non cerca il posto libero, secondo l’Eurostat, si tratta di un esercito che al terzo trimestre del 2013 rappresentava il 13,1% del totale della forza lavoro. Un punto percentuale in più rispetto allo stesso trimestre del 2012.
Una percentuale che in Italia si presenta ben più alta che in Germania, dove si attesta all’1,3%; o nel regno Unito, con il 2,5%; o in Spagna, dove nonostante il tasso di disoccupazione si attesti al 26% in questo caso presenta un 5,1%. O anche di quanto non lo sia nella media dell’Unione europea dove il dato si presenta al 4,1%. Sommando i disoccupati, che secondo i dati comunicati da Istat nel terzo trimestre erano 2,84 milioni, e i disponibili a lavorare ma che non cercano, 3,3 milioni, si arriva ad un totale di 6,15 milioni di sfiduciati sulle proprie sorti lavorative. Dei 3,3 milioni di persone che non cercano lavoro ben 1,518 milioni afferma di non farlo perché sicuro di non avere molte possibilità di trovarlo. Un numero in crescita di 219.000 unità rispetto al secondo trimestre del 2012 e di 234.000 rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente. Una tendenza registrata maggiormente nel Mezzogiorno dove è possibile trovare circa due scoraggiati su tre.
Guardando invece ai lavoratori part-time involontari il dato italiano ( al 2,2%) risulta più basso del 4% della media europea, del 4,1% tedesco o del 6% del Regno Unito.
Rimanendo in tema lavoro, grazie all’Osservatorio internazionale del Lavoro, è possibile fare una panoramica più ampia della questione relativa al mercato occupazionale. Secondo quanto emerge dal Rapporto sulle Tendenze globali dell’occupazione 2014 il numero globale dei disoccupati avrebbe raggiunto quasi i 202 milioni. Un numero salito di cinque milioni nel 2013 fino ad arrivare ad un tasso di disoccupazione mondiale del 6%. E, mentre nel 2013 circa 23 milioni di lavoratori hanno abbandonato il mercato del lavoro, si aspetta che entro il 2018 le persone in cerca di lavoro aumentino di oltre 13 milioni unità. E ancora: nel 2013, circa 74,5 milioni di persone tra i 15 e i 24 anni erano disoccupate, che equivale ad un tasso di disoccupazione giovanile del 13,1% (in Italia 41,6%).
“Attualmente – si legge nel rapporto – sono 74,5 milioni le donne e gli uomini disoccupati sotto i 25 anni, un tasso di disoccupazione giovanile che ha superato il 13%, ovvero più del doppio del tasso di disoccupazione generale a livello globale.
Nei paesi in via di sviluppo, il lavoro informale resta diffuso e il percorso verso un miglioramento della qualità dell’occupazione sta rallentando. Ciò significa che meno lavoratori riusciranno ad uscire dalla condizione di povertà da lavoro. Nel 2013, il numero di lavoratori in povertà estrema — che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno — è sceso solo del 2,7% a livello globale, uno dei tassi più bassi degli ultimi 10 anni, fatta eccezione degli anni immediatamente successivi alla crisi.

 

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