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I primi 25 anni del Game Boy

di Matteo Buttaroni

Game Boy. Tanto basta per rendersi conto di come il tempo passi in fretta. Oggi, grazie all’avvento dei tablet e degli smartphone, non ci si sofferma più di tanto sui passi da gigante compiuti dalle tecnologie ludiche, eppure 25 anni fa (esattamente il 21 aprile 1989), quando venne commercializzato per la prima volta il Game Boy in Giappone, si parlò di rivoluzione tecnologica, senza pensare che un giorno si sarebbe arrivati a dispositivi fantascientifici come la Nintendo 3DS (pronipote del Game Boy, con tecnologia 3D).
Le parole chiave del Game Boy erano “portatile” e “cartucce di ricambio”, due caratteristiche che fecero sì che il dispositivo, grazie anche a giochi come Tetris e SuperMario, attraversasse ben quattro generazioni: dalla terza alla sesta.
Dotato di uno schermo LCD con quattro tonalità di grigio, equipaggiava un processore Z80 da 8 bit della Sharp. Per la giocabilità montava una croce direzionale e due tasti di azione tondi “A” e “B” ai quali si aggiungevano i tast Start e Select.
Con il passare del tempo ne uscirono varie versioni che proponevano sia migliorie tecniche (come l’inserimento dei colori con il Game Boy Color o della batteria ricaricabile al litio con l’Advance Sp) che estetiche: dal freddo grigio si passò alle versioni colorate con il Game Boy Play It Loud!, alla versione con dimensioni ridotte con il Game Boy Pocket. Con il Game Boy Advance si passò dall’impugnatura verticale a quella orizzontale, mentre con Game Boy Advance SP si passò alla versione richiudibile su sé stessa, riducendo ulteriormente le dimensioni.

Nel corso degli anni il marchio raggiunse traguardi clamorosi, basti pensare che in totale furono venduti 120 milioni di dispositivi. Solo per i primi tre anni l’allora presidente della Nintendo, Hiroshi Yamauchi, aveva stimato vendite per 25 milioni di esemplari, sbagliando per difetto: furono infatti venduti, nel primo triennio, 32 milioni di Game Boy. Altro dato curioso è il fatto che oltre il 46% dei possessori di Game Boy era di sesso femminile.
L’enorme successo ottenuto dal dispositivo si riassume anche nelle vendite dei singoli titoli: le varie edizioni di Pokemon hanno venduto 50 milioni di cartucce, Super Mario Land ne ha vendute 18 milioni mentre Super Mario Land 2 undici milioni. E non sono solo che i titoli più venduti.

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