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Gli studenti e le violenze nei campus Usa

di Mirko Spadoni

1280px-Harvard_University_Old_HallLa California ha approvato una legge contro le violenze sessuali nei campus universitari. La nuova normativa, approvata dal Parlamento di Sacramento, definisce “il consenso” come “un accordo affermativo, consapevole e volontario di avere un rapporto sessuale”. Qualsiasi altro tipo di rapporto – sotto effetto di alcol o droghe, ad esempio – potrà essere punito come una violenza. Non è infatti un caso se la legge è stata denominata Yes Means Yes. “Questa è una grande vittoria – ha commentato Meghan Warner che dirige la commissione studentesca sulle violenze sessuali alla University of California – il nuovo standard sul consenso ci aiuterà a voltare pagina dopo che tante vittime sono state umiliate. Ora tutta l’America deve adeguarsi”. Troppe sono infatti le violenze (denunciate e non) che quotidianamente avvengono nei campus statunitensi.
Tant’è che una studentessa su cinque (il 20%) ha subito una molestia sessuale nel corso della propria carriera universitaria, secondo un recente studio della Casa Bianca (Not Alone – The First Report of the White House Task Force to Protect Students From Sexual Assault). Stime attendibili che tuttavia risentono della tendenza delle vittime a non denunciare alle forze dell’ordine gli aggressori. Molti dei quali commettono una violenza sessuale – o a volte anche più di una – senza per questo essere mai puniti. “Spesso – osserva Federico Rampini sulla Repubblica – in base ai regolamenti interni […] la denuncia non finisce alla polizia ordinaria bensì alla polizia del campus oppure alle autorità disciplinari dell’università” che “insabbiano le indagini, non credono alle accuse […] Facendo luce sulla piaga delle molestie sessuali – prosegue Rampini – le università temono infatti di danneggiare la propria reputazione”. Eppure molti sono gli studenti maschi che hanno commesso almeno uno stupro: il 6%, secondo uno studio della University of Massachusetts-Boston.
Quella che la California prova ad arginare è una piaga tuttavia diffusa anche nell’esercito statunitense: secondo un’inchiesta dell’agenzia di stampa Associated Press, i casi di violenza denunciati nel 2013 sono stati circa cinquemila. In crescita rispetto alle 3.374 denunce del 2012 riferite dal Pentagono. Gli abusi sessuali, denunciati nel corso di una rilevazione anonima condotta dal Dipartimento della Difesa, sono stati tuttavia molti di più: circa 26mila. Violenze che hanno anche un costo enorme per l’esercito americano: 3,6 miliardi di dollari solo nel 2012, secondo l’organizzazione governativa statunitense NOW Foundation. “Come comandante in capo – ha ribadito solo qualche mese fa il presidente degli Stati Uniti Barack Obama – sono stato chiaro che certi crimini non debbano avvenire all’interno del più grande esercito del mondo”.

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