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Il Mezzogiorno a rischio desertificazione

mezzogiornoA guardare i dati contenuti nel Rapporto SVIMEZ 2014, diffuso martedì 28 ottobre, c’è poco da stare sereni. Nel periodo compreso tra il 2007 e il 2013 le famiglie assolutamente povere sono cresciute oltre due volte e mezzo, passando da 443 mila (il 5,8% del totale) a 1 milione e 14 mila (il 12,5% del totale) con un incremento del 40% soltanto nel corso dell’ultimo anno, secondo lo SVIMEZ (l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno).
Un trend influenzato dal numero crescente di disoccupati (nel primo trimestre del 2014, il Sud ha perso ben 170mila posti di lavoro contro i 41mila del Centro-Nord), da pochi occupati, arrivati a 5,8 milioni (il valore più basso dal 1977) e dall’elevata percentuale delle famiglie meridionali monoreddito (il 57%, con punte del 59% in Campania e del 63,3% in Sicilia) e di quelle che guadagnano meno di mille euro al mese: il 9,5% nel 2012 (oltre il doppio del Centro-Nord, che si ferma al 3,8%).
La soluzione per il Sud “non è giocare alla meno peggio, ma – aveva osservato il premier Matteo Renzi nel corso del suo tour nel Mezzogiorno ad agosto – scommettere sul capitale umano”. Magari partendo dalle donne, la maggior parte delle quali non ha un posto di lavoro: nel sud del Paese, l’occupazione femminile si ferma infatti al 33,1%. Tre donne su dieci hanno un impiego, in sostanza. Una percentuale che scende ulteriormente tra le donne con meno di 34 anni, tra queste solo il 21,6% risulta occupata. Niente a che vedere con quanto accade nel Centro-Nord, dove il 43% della popolazione femminile under 34 risulta occupata, e nell’Unione europea a 27 (50,9%).
Tutti fattori (negativi) che influenzano inevitabilmente l’economia del Paese: per il 2014, lo SVIMEZ prevede infatti un PIL nazionale in calo dello 0,4%. Una stima decisamente più negativa rispetto a quella contenuta nel Documento di Economia e Finanza del governo e dovuta alla crescita stabile del Centro-Nord ed a quella negativa del Sud, che dovrebbe chiudere l’anno in corso con un -1,5%. Previsioni che, se confermate, sancirebbero il settimo anno di recessione del Sud. Recessione che dovrebbe confermarsi anche nel 2015 con un PIL in calo dello 0,7%, secondo le stime dello SVIMEZ. Confermati invece i cali nei consumi (-0,2%) e negli investimenti (-1,6%) nel Mezzogiorno. Al contrario di quanto accade nel Centro-Nord, dove si è registrata una crescita rispettivamente dello 0,4% e dello 0,5%.
Moltissimi sono così coloro che hanno deciso di emigrare (116mila soltanto nel corso del 2013) lasciando il Meridione, dove il numero dei nati ha toccato il suo minimo storico dal 1861 (177mila).

 

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