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La ripresa troppo lenta dell’Italia

crisi_economicaIn Italia, tornare ai livelli precedenti alla crisi economica sarà possibile non prima del 2021. Questo è quanto emerge dall’ultima analisi Tecnè, che ha analizzato gli andamenti del Prodotto interno lordo delle principali economie mondiali. Attribuendo ai PIL del 2007, l’anno precedente all’inizio della crisi economica, un valore pari a 100, è possibile misurare le diverse velocità di crescita delle economie prese in esame. Emerge così che, nell’arco di sette anni, l’economia globale è cresciuta del 23%. Una crescita influenzata inevitabilmente dalle performance delle economie emergenti, cresciute del 43%, e di quelle avanzate (Stati Uniti ed Eurozona) che hanno fatto registrare un tasso di crescita solo del 6%. Scendendo nel dettaglio, è possibile notare delle differenze (più o meno marcate) anche tra l’economia statunitense e quella dell’eurozona. Con la prima che è riuscita a superare gli iniziali momenti di difficoltà, realizzando – dopo il brusco calo del 2009, comune a tutte le economie avanzate – una crescita dell’8% per poi raggiungere nel 2016 il +15% rispetto al 2007. Discorso diverso per la zona euro, che non è ancora riuscita a tornare ai livelli precedenti alla crisi economica. Una fase di stagnazione destinata a durare ancora per qualche anno, almeno fino al 2016 quando l’economia della zona euro dovrebbe far registrare una crescita di 2 punti percentuali rispetto al 2007. Il minore dinamismo dell’eurozona nasce dalle diverse prestazioni tra i Paesi membri. Facciamo qualche esempio: mentre l’economia tedesca ha registrato una crescita del 6% nel 2014, che dovrebbe trasformarsi in un +9% nel 2016, quella italiana – nonostante il traino delle esportazioni – è calata del 9% nel giro di sette anni. Un prestazione influenzata dal crollo investimenti (-22% nel 2016), dal calo della spesa da parte delle pubbliche amministrazioni (-4%) e dei consumi delle famiglie (-5%).
Proseguendo su questa strada, l’economia italiana potrà tornare ai livelli del 2007 soltanto nel 2021, dimostrando maggiori difficoltà rispetto ad altri Paesi (Stati Uniti e Germania, su tutti). Nel 2016, l’economia statunitense e quella tedesca dovrebbero far registrare un tasso di crescita rispetto al 2007 rispettivamente del 15% e del 9%. Percentuali migliori rispetto a quelle della Gran Bretagna (destinata a crescere del 7%), Francia e Giappone (+3%), ma di gran lunga superiori a quelle di Spagna (-1%) ed Italia (-8%).

Sfoglia l’indagine Tecnè per Tgcom24 in pdf

 

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