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Lavoro: come cambia con il Jobs Act

giuliano_polettiCon l’approvazione in via definitiva, il Jobs Act è legge. Come cambiano, dunque, nel dettaglio, le regole del mercato del lavoro? Innanzi tutto, nelle intenzioni del governo, il contratto a tempo indeterminato diventa la tipologia privilegiata per assumere. A tale proposito viene istituita un’agenzia nazionale per l’impiego e si punta a semplificare e razionalizzare le procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro al fine di ridurre gli adempimenti a carico di cittadini e imprese. Tuttavia il contratto a tempo indeterminato per i neoassunti sarà a tutele crescenti, ovvero nei primi tre anni l’applicazione dell’Articolo 18 (che cambia, in assoluto, per tutti) riguarderà alcune fattispecie e le tutele aumenteranno soltanto in seguito in base all’anzianità del lavoratore.

A questo punto è opportuno osservare come cambia, appunto, l’Articolo 18. Il diritto al reintegro nel posto di lavoro riguarderà i licenziamenti “nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato”. Per i licenziamenti dovuti a fattori economici, invece, resta esclusa la possibilità di essere reintegrati nel posto di lavoro. È previsto “un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio”.

Per quanto riguarda i contratti a tempo determinato viene alzata da 12 a 36 mesi la durata senza causale, vale a dire quelli per cui non è obbligatorio specificare il motivo dell’assunzione. I lavoratori che beneficiano di questo tipo di contratto non potranno corrispondere a più del 20% del totale degli assunti. I contratti a tempo determinato si potranno rinnovare fino a un massimo di otto volte in tre anni, sempre che ci siano ragioni oggettive e si faccia riferimento alla stessa attività lavorativa.

I contratti di apprendistato, “fiore all’occhiello” della precedente riforma Fornero, avranno meno vincoli. Per assumere nuovi apprendisti, quindi, non sarà obbligatorio confermare i precedenti apprendisti alla fine del percorso formativo. La busta paga base degli apprendisti sarà pari al 35 per cento della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento.

La volontà del governo è quella di sfoltire le decine di tipologie contrattuali che caratterizzano da diversi anni ormai il nostro mercato del lavoro. Per queste ragioni vengono di fatto “cancellati” i contratti a progetto. Ciò sta a significare che un lavoratore potrà avere o un contratto a tempo indeterminato o un contratto a tempo determinato, in caso contrario è un lavoratore autonomo.

Estensione degli ammortizzatori sociali: la durata del trattamento di disoccupazione dovrà essere rapportata alla “pregressa storia contributiva” del lavoratore con l’incremento della durata massima (18 mesi a regime nel 2016) per quelli con le carriere contributive più rilevanti. Per le persone in situazione di disagio economico potrebbe essere introdotta dopo la fruizione dell’Aspi una ulteriore prestazione eventualmente priva di contributi figurativi.

 

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