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Le nuove frontiere del risparmio

di Matteo Buttaroni

ecommerceIn periodi di crisi economica la parola d’ordine è risparmio. Gli italiani lo sanno e per questo due tipologie del commercio diverse dal tradizionale “recarsi in negozio, scegliere, pagare e andarsene”, stanno sempre coinvolgendo più persone: l’e-commerce e la Second Hand Economy.
Nient’altro che il commercio in rete, su piattaforme come eBay e Amazon per citare le più famose, e l’economia di seconda mano o, più semplicemente, la compra-vendita dell’usato. In particolare, quest’ultima frontiera, ha generato nell’ultimo anno un giro d’affari di circa 18 miliardi di euro. Naturalmente internet svolge un ruolo importantissimo per questo tipo di commercio, tanto che il 47% del volume d’affari è stato generato proprio dalla compra-vendita online (sono tre su dieci gli italiani che utilizzano, per vendere o acquistare, pagine come Subito.it o Kijiji.it).
Internet: un contenitore di informazioni, cose, persone e tanto altro che sta rivoluzionando il modo di commerciare, anche all’interno della rete stessa. Basti pensare a come si sono evolute le modalità di acquisto : si è passato dall’infocommerce, in voga nel 2009, allo showrooming: mentre prima si cercavano in rete informazioni su un prodotto da acquistare fisicamente, oggi si va a cercare il prodotto in un negozio per poi acquistarlo online. Non senza aver buttato un occhio su servizi come TrovaPrezzi o OkPrezzi, per farsi un’idea sul “dove” e “sul quanto pagare”.
Oggi il commercio elettronico italiano, secondo le stime raccolte nell’ultimo Rapporto del Censis, vale circa 13 miliardi di euro e, nonostante una crescita del 17% rispetto all’anno precedente, appare ancora molto indietro rispetto ai più virtuosi paesi europei : nel Regno Unito l’e-commerce genera un giro d’affari annuo pari a 107 miliardi di euro, in Francia di 51 miliardi e in Germania di 50 miliardi. Il valore totale del commercio online europeo è di 350 miliardi di euro., mentre il giro d’affari globale si aggira intorno ai 1.500 miliardi di euro.
Rispetto allo scorso anno le vendite online sono state caratterizzate soprattutto da aumenti delle vendite di prodotti che in passato non avevano riscosso un gran successo: il cibo e l’arredamento, per fare un esempio. Il primo nel 2014 ha generato qualcosa come 200 milioni di euro, riportando una crescita del 25% rispetto al 2013, il secondo nel corso dell’anno ha invece registrato un aumento del 100%. Bene anche le vendite online di prodotti di editoria, cresciuti del 34%; di informatica, +31%; di abbigliamento, +25%; e di cosmetica, +25%.
Se le stime saranno confermate, l’e-commerce avrà modo, nel periodo natalizio, di confermare il suo enorme potenziale: a fronte del calo di circa il 6% previsto per le vendite tradizionali, quelle online potrebbero infatti riportare un +30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il Natale risulterà fiorente anche per le esportazioni online. Secondo una ricerca condotta da eBay i venditori italiani presenti sul marketplace esporteranno oltre 450 mila oggetti contro i 372 mila del 2013 per un valore medio di 74 euro a prodotto.

(articolo pubblicato su Tgcom24 il 15 dicembre)

 

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