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Lavoro, un’Europa a diverse velocità

di Matteo Buttaroni

lavoro_disoccupazionePrendiamo per esempio l’Italia, la Germania e la Spagna. Paesi che presentano sul mercato del lavoro dati diametralmente opposti. La Germania è il Paese più virtuoso, l’Italia tra i più in difficoltà e la Spagna quello che, nonostante i ritardi accumulati negli anni passati, sta tuttavia facendo dei passi in avanti.
A novembre, mentre il tasso di disoccupazione italiano aumentava al 13,4% (contro il 12,7% del novembre 2013) segnando un nuovo record assoluto, quello dell’area dell’euro rimaneva stabile all’11,5% (ma in calo di 0,4% sul novembre 2013), mentre quello dell’Unione europea scendeva di 0,7 punti percentuali (dal 10,7% del novembre 2013 al 10% del 2014). Quello spagnolo, il più alto dell’eurozona dopo quello greco, si è attestato al 23,9%. La differenza con Madrid sta nel fatto che, mentre il dato italiano continua ad aumentare inesorabilmente, quello spagnolo diminuisce ancor più rapidamente. In particolare a novembre il tasso di disoccupazione spagnolo è sceso di circa due punti percentuali rispetto al 25,8% registrato lo stesso mese dell’anno precedente.
Dando un’occhiata alle serie storiche si nota come una discrepanza nei trend si registrò anche tra il 2012 e il 2013. Mentre a novembre 2013 il tasso di disoccupazione italiano registrò una crescita, aggiungendo un +1,3% al dato del novembre precedente, quello della Spagna scese, anche se solo di 0,1 punti percentuali.
Dinamiche diverse anche per quanto riguarda i tassi di disoccupazione giovanile. Se è vero che la Spagna detiene il triste primato di Paese con il più alto tasso di disoccupazione giovanile, il dato negli ultimi due anni è andato diminuendo (al contrario dell’Italia). A novembre 2013 il tasso si è infatti presentato in calo al 53,2% contro il 54,8 del 2013 e il 54,9% del 2012. In Italia si è invece passati dal 37,5% del novembre del 2012 al 43,9% delle ultime rilevazioni ISTAT, passando per il 41,6% del 2013. In calo anche nell’Eurozona e nell’Unione dei 28: nel primo caso si è passati dal 23,9% del novembre 2013 al 23,7% del 2014, nel secondo dal 23,2% al 21,9%.
Ma se la Spagna, nel corso del 2014, grazie ad un -5,39% ha registrato la più ampia diminuzione di disoccupati (-253.527 unità a 4,44 milioni), la Germania può vantare il più basso tasso di disoccupazione dell’intera area dell’euro (4,7%) e il più alto numero di occupati per l’ottavo anno consecutivo (42,5 milioni di persone). Non solo, anche il tasso di disoccupazione giovanile risulta tra i più bassi dell’area della moneta unica: 7,4% contro il 7,9% del 2013 e il 7,8% dell’anno precedente.

(Articolo pubblicato il 9 gennaio 2015 su Tgcom24)

 

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