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L’industria arranca, bene il commercio

Migliorano le vendite al dettaglio (+1,7% su base annua) e Confcommercio conferma: nel 2015 i consumi torneranno a crescere.

crisi_economica_recessioneL’industria arranca, i consumi ripartono (seppur lievemente). Se ce ne fosse stato ulteriore bisogno, ecco che, puntuale, giunge la conferma sulle diverse velocità della ripresa economica. A destare preoccupazione è il calo del fatturato dell’industria che, in linea con quanto avvenuto nella produzione, a gennaio, al netto della stagionalità, è diminuito dell’1,6% rispetto a dicembre 2014.
È un dato scoraggiante soprattutto in virtù del miglioramento evidenziato alla fine dell’anno scorso, quando si era registrato un incremento dell’1,4% su base mensile e dello 0,9% sull’anno. Rispetto al primo mese del 2014, poi, la diminuzione è del 2,5%. E male vanno anche gli ordini che, in qualche modo, anticipano quello che sarà l’andamento futuro, con un calo importante del 3,6% rispetto a dicembre e del 5,5% rispetto ad un anno prima.
I dati sull’industria, per quanto negativi, non devono però sconfortare più del dovuto. In fondo nel corso del 2014, osservava l’Istat nel Rapporto sulla competitività, “il sistema produttivo italiano ha mostrato segni di ripresa, che emergono chiaramente se si considerano anche le dinamiche individuali delle imprese, oltre che gli indicatori congiunturali aggregati: nei primi tre trimestri dell’anno un’impresa manifatturiera su due (tra quelle con almeno 20 addetti) ha aumentato il proprio fatturato totale di almeno l’1% rispetto allo stesso periodo del 2013”.
In più è doveroso sottolineare il recupero del segmento degli autoveicoli, in forte difficoltà negli anni della crisi, ora cresciuto del 18,9% rispetto a gennaio del 2014. E in aumento lo sono anche gli ordinativi di auto (+14,2%). Nel complesso i mezzi di trasporto registrano un aumento del fatturato del 10,1%, tuttavia gli ordinativi calano del 9,2%.
Per un’industria in chiaroscuro, c’è un commercio che dà segnali di vitalità. Se le famiglie ricominciano a spendere molto dipende dal clima di fiducia che, comunque, è migliorato nell’ultimo periodo. Merito anche dei dati sull’occupazione, migliori rispetto ai mesi precedenti (il ministro Poletti in queste ore ha comunicato che nei primi due mesi del 2015 sono stati attivati 79 mila contratti a tempo indeterminato in più rispetto ai primi due mesi del 2014).
Così le vendite al dettaglio aumentano a gennaio 2015 dello 0,1% rispetto al mese precedente (+1,7% su base annua), consolidando il trend del trimestre novembre-gennaio (+0,1% sul precedente). Sempre su base mensile le vendite di prodotti alimentari aumentano dello 0,4% (+2,9% rispetto al 2014), quelle di prodotti non alimentari restano invariate (+1% sull’anno). L’aumento ha riguardato sia la grande distribuzione (+3,4%) sia le imprese operanti su piccole superfici (+0,2%).
La ripresa dei consumi, attesa dagli analisti nel 2015, sarà trainata certo dal miglioramento occupazionale, ma soprattutto, secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, dal reddito disponibile delle famiglie previsto in crescita tanto quest’anno quanto il prossimo. Nel 2016. Il potere d’acquisto pro capite, afferma l’Ufficio Studi, dovrebbe assestarsi sui 300 euro circa.

(articolo pubblicato il 27 marzo 2015 su TGCOM24)

 

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