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Grandi e piccoli eventi: un volano per l’economia

Nel caso dei grandi eventi esiste un effetto moltiplicatore che consente di raccogliere, per ogni euro investito, 1,4 euro di risorse nel sistema economico

expo_2015Grandi, medi o piccoli eventi hanno un impatto positivo sull’economia. I primi sono importanti per lo sviluppo dell’immagine del Paese e delle sue infrastrutture; gli ultimi due, invece, creano ricchezza immediata sul territorio.
Stando ad uno studio di Federalberghi condotto in collaborazione con il Centro di Formazione Management del Terziario e realizzato da Ciset – Ca’ Foscari Venezia, infatti, i grandi e medi eventi rappresentano un’occasione unica per incentivare lo sviluppo e la crescita economica, attirare gli investimenti, accrescere la notorietà della destinazione e sviluppare il settore turistico.
Nel caso dei grandi eventi, ad esempio, esiste un effetto moltiplicatore che consente di raccogliere – per ogni euro investito in ristrutturazioni o nella costruzione di nuove opere – 1,4 euro di risorse nel sistema economico. In occasione del Giubileo del 2000, ad esempio, i 1,6 miliardi di finanziamenti a Roma, spesi per le manutenzioni, i restauri e le ristrutturazioni, hanno attivato circa altri 640 milioni di euro, mentre il contributo al Prodotto interno lordo italiano è stato pari a circa 1 punto percentuale.
Il 75% dei circa 265 milioni utilizzati per Genova 2004 capitale europea della cultura, invece, è stato destinato a interventi strutturali, attivando circa altri 80 milioni; ma è stata anche l’occasione per proseguire gli investimenti avviati in occasione dei Mondiali di calcio (1990) e dell’Anno Colombiano (1992).
Infine, i Giochi Olimpici invernali organizzati a Torino nel 2006. Secondo lo studio, il 65% dei circa 3,3 miliardi di euro investiti ha attivato all’incirca altri 960 milioni, con un contributo medio al Pil italiano nel 2006, pari ad 1 punto percentuale circa, e di 3 punti percentuali al Pil regionale nel periodo compreso tra il 2005 ed il 2009.
Generalmente i grandi e medi eventi influenzano – proporzionalmente al numero dei posti letto creati – l’occupazione e la dinamica dei flussi turistici nella destinazione. Secondo lo studio, infatti, gli arrivi e le presenze aumentano in occasione dell’evento, per poi – dopo un calo fisiologico l’anno immediatamente successivo alla manifestazione – tornare a crescere a ritmi superiori (o simili) a quelli degli anni precedenti all’evento. Con effetti positivi sull’economia locale: la spesa dei visitatori in loco e destinata ai servizi resta per il 91% nella destinazione.
Pur rappresentando l’esborso più consistente, quella destinata all’alloggio non è l’unica voce di spesa dei turisti. I visitatori (stranieri e non) spendono buona parte del loro budget – circa il 17%, secondo lo studio – per l’acquisto dei prodotti enogastronomici e dell’artigianato locale. L’Expo di Milano, l’esposizione universale in corso nel capoluogo lombardo che si concluderà il 31 ottobre 2015, non rappresenta un’eccezione in tal senso.
Secondo uno studio della Coldiretti, infatti, ogni turista straniero spenderà mediamente 675 euro. Il 14% del budget complessivo verrà utilizzato per l’acquisto di prodotti alimentari in supermercati e negozi di prodotti tipici locali, per un totale di 750 milioni di euro, il 18% – oltre un miliardo di euro – sarà speso invece per i pasti consumati in bar, ristoranti e pizzerie.

(articolo pubblicato il 20 maggio su Tgcom24)

 

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