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L’importanza dell’innovazione digitale

innovazioneL’innovazione, ormai si sa, è un fattore indispensabile per le economie di tutto il mondo. Investendo nella giusta direzione, infatti, ne gioverebbe la competitività di un Paese con tutte le conseguenze del caso (maggiore competitività porta un incremento vendite, quindi ad una crescita della produzione e, infine, a più occupazione).
Nell’era in cui viviamo la parola d’ordine è “digitale”, ed è proprio di questo che si è parlato al vertice di Davos per il World Economic Forum. Secondo uno studio presentato da Accenture (azienda leader nel settore della consulenza aziendale) se le dieci maggiori economie del mondo (tra cui figura anche l’Italia) riuscissero a gestire adeguatamente la trasformazione digitale si genererebbe un valore aggiunto di circa 1.360 miliardi dollari da qui al 2020, ovvero un 2,3% in più rispetto alle previsioni attuali.
Solo in Italia, il miglioramento di un contesto che favorisca la digitalizzazione (attraverso lo sviluppo di fattori abilitanti come le infrastrutture o la normativa, per esempio) potrebbe portare una crescita aggiuntiva del Pil di 4,2 punti percentuali, pari a 75 miliardi di euro. Secondo lo studio però, il contributo dell’economia generale al Pil italiano è ancora troppo basso per dar luce in breve tempo agli effetti sperati.
Ad oggi, stando al rapporto di Accenture, l’economia digitale italiana vale solo il 18% del Pil, contro il 33% degli Stati Uniti (in testa alla classifica), il 31% del regno Unito e il 29% dell’Australia. In sostanza, nella classifica dei dieci Paesi analizzati, l’Italia è al penultimo posto davanti alla Cina e subito dopo il Giappone.
Eppure già altri studi hanno dimostrato il notevole contributo del digitale all’economia italiana. Secondo il Global Connectivity Index 2015 di Huawei una crescita degli investimenti italiani nell’Itc del 20% genererebbe una crescita ulteriore del Pil dell’1%. Un altro studio, questa volta dell’Osservatorio Innovazione Digitale del Retail della School of management del Politecnico di Milano, ha dimostrato come ad una crescita degli investimenti, da parte delle aziende, nel digitale, corrisponda una notevole crescita dell’occupazione: nel 2014 gli investimenti di questo tipo sono cresciuti del 25%, portando ad una crescita degli occupati nel settore pari al 15%.

 

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