Il Rapporto sulla qualità dello sviluppo | T-Mag | il magazine di Tecnè

Il Rapporto sulla qualità dello sviluppo

Un Paese a due velocità, con grandi e profonde differenze tra Nord e Mezzogiorno: questo il ritratto dell'Italia che emerge dallo studio realizzato dalla Fondazione Di Vittorio e dall'istituto di ricerca Tecnè

È un’Italia che viaggia al ritmo “di due velocità”, con grandi e profonde differenze tra Nord e Mezzogiorno, quella che emerge dal Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo in Italia realizzato da Tecnè e dalla Fondazione Di Vittorio. Il Rapporto ha l’obiettivo di misurare lo stato di salute del Paese da uno specifico punto di vista: quello delle disuguaglianze territoriali. Per fare questo sono stati utilizzati 87 indicatori di base raggruppati in 10 macro-aree di analisi per valutare la qualità dello sviluppo: qualità delle abitazioni; beni posseduti dalle famiglie; caratteristiche del territorio; condizioni di salute degli individui; relazioni amicali e partecipazione sociale; servizi socioassistenziali e sistema sanitario; struttura culturale; struttura economica, equità economica; soddisfazione per la qualità della vita.
La qualità dello sviluppo rappresenta l’incubatore della crescita economica, poiché quest’ultima ha una relazione stretta con la qualità della vita degli individui e con le caratteristiche e le dotazioni dei territori. Nell’indice generale di qualità dello sviluppo, utilizzando come base di confronto la media nazionale (indice base Italia = 100), è il Nord-Est a collocarsi al primo posto (111). Seguono il Nord-Ovest (107) e il Centro (103); arrancano il Sud e le Isole, che si collocano al di sotto della soglia base (87). Questa distanza si evidenzia in tutte le aree analizzate. “È la documentata conferma della necessità e dell’urgenza di una vera politica nazionale per il Mezzogiorno che, intervenendo su specifici fattori di difficoltà e diseguaglianza, che durante la crisi si sono ulteriormente ampliati, trasformi l’attuale emergenza in una opportunità”. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta in questo modo i dati del Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo in Italia. “È evidente, invece – prosegue Camusso -, il ritardo nelle politiche nazionali, la scarsa interazione con le politiche regionali, la carenza di investimenti, la frammentazione e la dispersione in troppi ambiti degli obiettivi e delle risorse. Solo con una robusta crescita in questa parte dell’Italia sarà possibile uno sviluppo più forte e più giusto per tutto il Paese. Anche per questo la Cgil ha messo in campo con il ‘Piano del lavoro’ e con ‘Laboratorio Sud’, idee e proposte concrete per cambiare questa situazione”.

Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo (Tecnè-Fondazione Di Vittorio)
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Entrando nel dettaglio dello studio realizzato da Tecnè e Fondazione Di Vittorio, si scopre subito che l’indice di qualità delle abitazioni (valutate in base al numero di famiglie che vivono in una casa, adeguata al numero di componenti, in buone condizioni con terrazzo o giardino, con il riscaldamento e con erogazione regolare di acqua potabile di buona qualità) vede primeggiare le regioni del Nord, con il Nord-Ovest a 106 punti e il Nord-Est a 105. Centro e Sud si collocano rispettivamente a 98 e 95 punti, peggio le Isole (89).

Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo (Tecnè-Fondazione Di Vittorio)
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Per quanto riguarda i beni posseduti dalle famiglie, il Nord-Est ottiene 112 punti, il Nord- Ovest e il Centro 103, il Sud 88 e le Isole 90. Una differenza che matura in un ventaglio di dotazioni che solo apparentemente possono apparire voluttuari. A fronte, infatti del 95% delle famiglie che possiedono il televisore e che si distribuiscono abbastanza uniformemente su tutto il territorio, le famiglie che hanno in casa internet sono oltre il 70% al Nord e circa il 60% al Sud.

Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo (Tecnè-Fondazione Di Vittorio)
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Le caratteristiche del territorio, macro-area di analisi che comprende diversi indicatori (dalla facilità di raggiungere servizi di pubblica utilità, alla presenza di inquinamento, qualità urbana e sicurezza), premiano ancora il Nord-Est (108 punti), seguito dal Nord-Ovest (103), dal Centro (98), dalle Isole (97) e dal Sud (93). Il 79% delle famiglie del Nord-Ovest ha facilità a raggiungere un ufficio postale mentre nel Sud sono solo il 62%. Se il 70% delle famiglie abita in zone dove le strade sono ben illuminate, allo stesso standard qualitativo hanno accesso solo il 60% delle famiglie del Mezzogiorno.

Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo (Tecnè-Fondazione Di Vittorio)
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Minori differenze tra le ripartizioni territoriali emergono nelle condizioni di salute degli individui, tuttavia il Centro-Nord prevale sul Mezzogiorno. A determinare lo stato di salute è un insieme di fattori che vanno dagli stili di vita al ventaglio di servizi e condizioni che favoriscono i comportamenti di prevenzione. Così il 71% della popolazione del Nord-Est è in buona salute rispetto al 67% della popolazione delle Isole. Più marcata la differenza tra lo stato di salute dei malati cronici la cui condizione di salute è sotto controllo nonostante la malattia da cui sono affetti, nel 45% dei casi nel Nord-Est e nel 35% dei casi nel Sud.

Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo (Tecnè-Fondazione Di Vittorio)
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La qualità dello sviluppo si misura anche nella rete di relazioni e in quella “spinta a partecipare” alla vita civile e sociale che trova riscontro nel tempo dedicato agli amici, nell’attenzione del prossimo, nell’interesse nei confronti della politica, nella qualità delle dotazioni del territorio. È questo che viene definito “capitale sociale” un insieme di atteggiamenti e comportamenti che alimentano buone pratiche, perché cittadini formati e informati sono più consapevoli e quindi più autonomi. Anche per quanto riguarda questo specifico indicatore il Nord prevale sul Mezzogiorno, con il Nord-Est a trainare il Paese e le isole in fondo.

Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo (Tecnè-Fondazione Di Vittorio)
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Ancora il Nord-Est, con 120 punti, si colloca al primo posto, stavolta per quanto riguarda i servizi sociali e il sistema sanitario. Seguono, ma distanziati, il Nord-Ovest (107) e il Centro (103), mentre Sud (79) e Isole (87) si posizionano molto più in basso rispetto alla media nazionale (100). Lo squilibrio tra l’offerta sociale e sanitaria nelle varie aree del Paese è uno dei più elevati.

Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo (Tecnè-Fondazione Di Vittorio)
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La struttura culturale rappresenta la dotazione di un territorio e si basa sul capitale umano e su quelle infrastrutture che sono stimolo dello sviluppo. Il Centro (117 punti) e il nord-est (107) rappresentano le aree più avanzate dell’Italia. E se il Centro si giova del fatto che Roma rappresenta un polo capace di attrarre studenti dal resto dell’Italia (in particolare dal Mezzogiorno) oltreché risorse, il Nord-Est rappresenta l’area del Paese che registra una “messa a sistema” particolarmente efficiente.

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Il Nord prevale ampiamente sul Sud rispetto alla struttura economica. In particolare, spiega il Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo, il Nord-Ovest totalizza 113 punti, il Nord-Est 112 mentre il Sud 79 e le Isole 75. La differente struttura d’impresa, ma ancor di più gli investimenti in innovazione e la possibilità di generare valore aggiunto, risulta determinante in quest’area. Questo vale per tutti gli indicatori: dalla quota di imprese innovative, agli occupati e al lavoro irregolare, al valore aggiunto al costo dei fattori delle imprese.

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Queste differenze trovano riscontro anche negli indicatori che misurano l’equità economica, confermando la relazione ben nota nell’analisi economica tra crescita del disagio e crescita delle disuguaglianze. Il Nord è l’area del Paese dove il livello di disuguaglianza economica è inferiore. Se si analizza il reddito equivalente, a quello corrispondente al 40% delle famiglie con i redditi più bassi, corrispondono il 29% delle famiglie del Nord-Ovest, il 30% di quelle del Nord-Est e ben il 65% di quelle delle Isole.

Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo (Tecnè-Fondazione Di Vittorio)
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In definitiva, analizzando la soddisfazione per la qualità della vita, i cittadini del Nord risultano essere i più soddisfatti, quelli del Centro in media nazionale, mentre i cittadini del Sud e delle Isole i meno soddisfatti.

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Quanto fin qui analizzato, che racchiude la soddisfazione sulla qualità della vita, rappresenta uno dei principali termometri sullo stato di salute del Paese, almeno dal punto di vista della percezione che gli individui hanno della propria condizione personale e del territorio che abitano. Perciò l’andamento nel tempo di questo indicatore è particolarmente significativo per comprendere, quando e quanto la crisi economica abbia avuto impatto sulla vita delle persone: fatto 100 la media nazionale nel 2015, l’indicatore si colloca 22 punti sotto il livello del 2005, segnando il valore più basso degli ultimi dieci anni.

Rapporto 2015 sulla Qualità dello Sviluppo (Tecnè-Fondazione Di Vittorio)
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Nota metodologica
Il rapporto di ricerca ha come fonte dati Tecnè e Istat.
I dati Tecnè sono stati rilevati nel periodo aprile-novembre 2015 attraverso interviste telefoniche effettuate con metodo CATI.
Complessivamente sono state realizzate 20.000 interviste delle quali:
• 14.000 distribuite per regione in base al peso della popolazione regionale su quella nazionale
• 6.000 equidistribuite in ciascuna regione (300 interviste per regione).
I dati sono stati ponderati in base ai parametri di sesso ed età a livello regionale.
Sia i dati rilevati direttamente da Tecnè sia quelli derivanti da elaborazioni e stime effettuate da Tecnè su dati Istat, sono espressi sotto forma di indici aventi come base la media nazionale posta a 100.

 

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