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Le eccellenze che spingono la competitività italiana

impresa manifatturieraNonostante la situazione economica dell’Italia sia ancora incerta, con indici che salgono e scendono, lasciando presupporre una risalita ancora molto lenta, la Fondazione Symbola – nel suo rapporto L’Italia in dieci selfie 2016 – pone la sua lente d’ingrandimento su quei fattori, o quei settori dell’attività economica, su cui l’Italia, alla luce dei risultati già ottenuti, dovrebbe concentrarsi maggiormente.
Uno di questi è sicuramente la green economy: secondo i dati della Fondazione Symbola sono 372 mila le imprese italiane che durante la crisi economica hanno deciso di investire nell’economia verde – il 24,5% delle aziende extra-agricole e addirittura il 32% di quelle manifatturiere – con ottimi risultati sia dal punto di vista delle esportazioni che dell’innovazione: esporta stabilmente il 43% delle imprese manifatturiere eco-investitrici, contro il 25,5% delle aziende che non hanno puntato su questo tipo di innovazioni.
Stiamo parlando di un modo di fare economia che ormai vale il 10,3% del nostro Prodotto interno lordo, generando un valore aggiunto di 102 miliardi di euro, e circa 294mila nuovi lavoratori solo nel 2015.
Altro selfie viene dedicato al surplus commerciale manifatturiero. L’Italia è uno dei soli cinque Paesi a vantare un surplus superiore ai 100 miliardi di dollari, per la precisione 134 miliardi, insieme a Cina, Germania, Corea del Sud e Giappone.
Entrando nel dettaglio, il rapporto premia in particolar modo l’industria del legno arredo che, con 10 miliardi di euro di surlpus commerciale, piazza il nostro Paese al secondo posto dopo la Cina (con un surplus di 80 miliardi di euro), distaccando Polonia (nove miliardi), Messico (sei miliardi) e Vietnam (cinque miliardi).
L’Italia risulta poi leader nel mondo per il settore dell’agroalimentare. Sono ben 89 i prodotti sul podio del commercio mondiale (27 al primo posto e 62 al secondo o al terzo). Grazie alla quantità di prodotti distintivi – 278 tra Igp, Dop, e Stg nel cibo e 523 Doc, Docg e Igt nel vino – ma anche grazie fattori come l‘Expo di Milano, nel corso di primi nove mesi del 2015 il nostro export agroalimentare è cresciuto dell’8% arrivando a toccare i 27 miliardi di euro. Tra le altre cose, siamo al primo posto in Europa per numero di imprese attive nel biologico e il dato relativo alle emissioni di gas serra per milione di euro prodotto è del 35% inferiore alla media Ue.
Il generale il nostro sistema produttivo è il secondo Paese in Europa per il miglior rapporto tra produzione ed emissioni inquinanti. Con 113 tonnellate di anidride carbonica prodotta per milioni di euro, l’Italia fa peggio solo della Francia (con 91 tonnellate). Inoltre siamo campioni europei nella riduzione degli scarti del sistema produttivo: con 40,1 tonnellate di rifiuti per ogni milione di euro prodotto, siamo più efficienti di Regno Unito (con 49,8 tonnellate) Spagna (50,1 tonnellate), Germania (63,7) e Francia (83,5).
Un altro settore fondamentale per l’economia italiana è quello legato alla cultura. In Italia sono 443 mila le aziende attive nella filiera e danno lavoro a 1,4 milioni di persone (il 5,9% degli occupati), generando il 5,8% della ricchezza prodotta (84 miliardi di euro).

 

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