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Il contributo “green” all’occupazione

fonti-rinnovabili-enac-piano-scali-nazionali-ecosostenibiliIn diverse occasioni, l’Unione europea ha sottolineato l’importanza delle energie rinnovabili, invitando i Paesi membri ad aumentare la quota di energia da fonti pulite. A beneficiarne non sarebbe soltanto l’ambiente, ma anche l’economia attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro che si andrebbero ad aggiungere a quelli già esistenti.
Secondo l’ultimo rapporto dell’EurObserv’ER, che monitora i trend delle energie verdi nell’UE, nel 2014 il settore delle energie rinnovabili (eolico, fotovoltaico, biomasse, biocarburanti…) impiegava oltre un milione di addetti, generando un giro d’affari stimato in circa 143,6 miliardi di euro.
Dal report emerge che l’Italia è tra gli Stati membri che occupano il maggior numero di lavoratori: nel nostro Paese, il comparto delle energie rinnovabili impiega 82.500 persone. Solo Germania (347.400), Francia (169.630) e Gran Bretagna (92.850) fanno meglio.
Sono numeri di cui tenere conto. Soprattutto se si considera che uno degli obiettivi fissati dall’UE (ottenere il 20% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2020) non è ancora stato centrato (nel 2014 la quota di energia da fonti pulite era pari al 16%) e che le fonti rinnovabili garantirebbero una maggiore sicurezza energetica dell’Unione, riducendone la dipendenza dalle importazioni energetiche.
Tuttavia nel report dell’EurObserv’ER un dato parzialmente negativo non manca: tra il 2013 e il 2014 il numero degli occupati nel settore è diminuito, passando dagli iniziali 1,15 milioni agli attuali 1,11 milioni posti di lavoro (-44 mila unità).
I motivi sono diversi, molti sono riconducibili all’andamento dell’economia mondiale – del resto, la crisi economica non ha risparmiato nessuno – altri invece sono imputabili alle scelte di alcuni Stati membri che hanno tagliato le politiche che incentivavano l’utilizzo delle energie rinnovabili, scoraggiando così gli investitori.
Eppure il settore presenta ampi margini di crescita. Specialmente a livello occupazionale. Nel suo ultimo rapporto, l’Agenzia internazionale per l’energia rinnovabile (IRENA) sostiene che, raddoppiando la quota di rinnovabili nel mix energetico globale entro il 2030, si potrebbero creare oltre 16 milioni di posti di lavoro a livello mondiale (nel 2015 il comparto impiegava 7,7 milioni di addetti: il 6,5% in più rispetto all’anno precedente).

 

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