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Pagamenti: segnali positivi dalle imprese

soldi-euroRispetto ad un anno fa, secondo quanto emerso dallo Studio Pagamenti realizzato da Cribis D&B, i pagamenti effettuati dalle imprese ai fornitori con oltre 30 giorni di ritardo sono diminuiti, toccando il livello più basso dal 2010. Un buon risultato che certifica come piano piano il panorama imprenditoriale italiano si stia lasciando alle spalle gli effetti della crisi economica.
Certo, nonostante i buoni risultati solo il 35,1% delle imprese italiane paga alla scadenza, mentre la quota maggiore – pari al 64,9% – salda i fornitori in ritardo. Più precisamente il 51,1% paga con un ritardo inferiore al mese, mentre il 13,8% con oltre 30 giorni di ritardo.
Quest’ultimo dato dal 2010 ad oggi è sempre aumentato: osservando le tabelle dello studio si può infatti notare come dal 5,5% del 2010 si è passati al 16,7% del secondo trimestre del 2014, per poi scendere, trimestre dopo trimestre, al 13,8% dei primi tre mesi dell’anno in corso. Tuttavia, dai dati si nota anche che, nonostante il calo dei ritardi gravi, non si è verificato un aumento rispetto al trimestre precedente dei pagamenti alla scadenza, bensì sono aumentati i pagamenti saldati con un ritardo inferiore ai 30 giorni, ma pur sempre in ritardo.
Nel primo trimestre del 2015, infatti, le imprese che avevano saldato alla scadenza i propri fornitori erano il 36,3% del totale, un dato sceso al 35,1% nel periodo gennaio-marzo del 2016. Sempre un anno fa le aziende che avevano effettuato i pagamenti con un ritardo inferiore ai 30 giorni erano il 48% del totale contro il 51,1% dei primi tre mesi dell’anno in corso. La quota di imprese che hanno saldato in fornitori con un ritardo di oltre 30 giorni è invece passata dal 15,7% al 13,8%.
Le ultime rilevazioni mostrano come siano le imprese del Nord-Est le più puntuali d’Italia. In quest’area del Paese, infatti, il 43,5% delle imprese paga alla scadenza mentre solo l’8,1% salda in grave ritardo (appunto oltre i 30 giorni). Al contrario, al Sud solo il 22,1% delle aziende paga i fornitori alla scadenza mentre il 23,2% salda in grave ritardo.
Tra i settori spiccano le performance dei servizi finanziari, con il 45% delle imprese rientranti nella fascia più virtuosa, l’edilizia, con il 39,4%. Il settore che invece sembra aver affrontato meglio la crisi è quello dei trasporti e della distribuzione: mentre in media, negli ultimi sei anni, la percentuale dei cattivi pagatori è aumentata del 150,9% (passando, come anticipato, dal 5,5% al 13,8%) per il comparto citato il Cribis ha registrato una crescita del 46,9%.

 

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