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Il clima di fiducia delle imprese nellʼEurozona

ImpreseLe avevamo lasciate alla fine del 2015 più ottimiste, in Italia e nell’Eurozona. L’Eurostat – l’ufficio statistico dell’Unione europea – aveva rilevato un aumento degli investimenti tra le imprese dell’Eurozona, mentre ora, nei primi mesi del 2016, si registra un clima di fiducia in peggioramento.
Ovviamente non è avvenuto ovunque allo stesso modo: in Italia nel primo trimestre il clima di fiducia delle imprese è sceso, in Germania è stata osservata una flessione nell’ultimo mese e in Francia, al contrario, è migliorata oltre le attese quella delle imprese manifatturiere.
Certo ha influito l’andamento dell’economia mondiale, con l’export in calo soprattutto verso i mercati emergenti. Una condizione che preoccupa molto la Germania, ad esempio, ma anche l’Italia che, secondo gli ultimi dati Istat, ha evidenziato (di nuovo) un forte rallentamento della caduta delle vendite verso la Russia.
Dall’ultima indagine Tecnè emerge come la quota di imprese che ritiene la situazione economica attuale del paese migliorata sia appena il 4% del campione, ma soprattutto, se si guarda invece alla propria situazione economica, l’indice di fiducia delle imprese risulta in diminuzione di tre punti rispetto all’ultimo trimestre 2015 (da 53 a 50, al limite cioè del territorio negativo).
Tuttavia, nelle ultime rilevazioni, l’Istat ha registrato un miglioramento: rispetto a marzo l’indice è infatti cresciuto di 2,5 punti, passando dai 100,2 ai 102,7 punti di aprile.
Ad ogni modo non mancano segnali incoraggianti che giungono dalle imprese italiane, la cui struttura si presenta per lo più di micro, piccole e medie dimensioni. Tanto per cominciare il 2016 potrebbe essere un anno positivo per le Pmi meridionali. Quest’ultime, secondo un rapporto di Confindustria e Cerved, dovrebbero veder crescere tanto il fatturato (+2,8%) quanto il valore aggiunto (+4,1%) nel corso dell’anno, anche se a ritmi di crescita inferiori rispetto alla media nazionale.
Inoltre sul fronte occupazionale la Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) ha osservato un trend positivo per quanto riguarda le micro e piccole imprese – il riferimento è febbraio 2016 –, i cui nuovi posti di lavoro marciano a un ritmo quattro volte superiore al prodotto interno lordo.
Tra i nostri principali partner europei, in Germania l’indice Ifo si è attestato ad aprile a 106,6 punti, in lieve calo rispetto ai 106,7 del mese precedente, al di sotto delle attese che stimavano un aumento a 107. I timori in Germania sono legati al rallentamento dell’export, in particolare verso la Cina. In Francia, invece, è migliorata la fiducia delle imprese manifatturiere, con l’indice che è salito a 104 punti rispetto ai 102 di marzo.

 

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