Le difficoltà delle imprese meridionali | T-Mag | il magazine di Tecnè

Le difficoltà delle imprese meridionali

imprese-artigianeIl ministero dello Sviluppo economico (MISE) ha ottenuto l’approvazione di una dotazione finanziaria – complessivamente sono stati stanziati 700 milioni di euro destinati esclusivamente a cinque regioni meridionali: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia –, per gli investimenti delle imprese e per lo sviluppo del Mezzogiorno.
I fondi in questione potrebbero stimolare la crescita di una parte del Paese colpita duramente dalla crisi economica: secondo i calcoli dello SVIMEZ, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno, tra il 2008 e il 2015 degli 811mila posti di lavoro spariti complessivamente in Italia, ben 576mila sono stati persi nelle sole regioni meridionali.
Nonostante alcune previsioni positive – Confindustria e CERVED stimano che, seppure a ritmi di crescita inferiori rispetto alla media nazionale, nel 2016 le PMI meridionali vedranno crescere tanto il fatturato (+2,8%) quanto il valore aggiunto (+4,1%) – quest’anno non è iniziato nel migliore dei modi per gli imprenditori meridionali. Secondo Movimprese, l’indagine trimestrale sulla natalità e la mortalità delle imprese italiane registrate presso le Camere di Commercio, nel Mezzogiorno – dove si registra il più alto numero di imprese attive rispetto alle altre aree geografiche del Paese: 1.993.977 attività, secondo i dati aggiornati al 31 marzo 2016 –, nel primo trimestre del 2016, a fronte di 36.748 iscrizioni, le cessazioni sono state 39.870 cessazioni. Con un saldo negativo pari a 3.122 unità, dunque.
Oltre ad accedere con maggiori difficoltà al credito bancario – difficoltà sottolineate recentemente anche da Confesercenti –, una parte degli imprenditori meridionali fa i conti anche con una pressione fiscale particolarmente elevata, specie nel confronto con il resto del Paese. L’ultimo dossier del Centro Studi della CNA osserva che, tra i dieci comuni con il Total Tax Rate – ovvero il peso complessivo del fisco – più alto nel 2015, ben sei (Reggio Calabria, Catania, Bari, Napoli, Salerno e Foggia) sono meridionali. In particolare, nella città calabrese, che occupa il primo posto della classifica, il Total Tax Rate è pari al 73,2% contro il 61% della media nazionale.

 

Scrivi una replica

News

Coronavirus, Gentiloni: «Nel quarto trimestre, ci sarà un significativo rallentamento dell’economia»

Le misure restrittive introdotte per contenere la diffusione del coronavirus «sono sfortunatamente necessarie ancora una volta per appiattire la curva» dei contagi anche se probabilmente…

27 Ott 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, Ecdc: in Belgio più alto tasso di contagi

Secondo quanto calcolato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), è il Belgio il paese ad avere ora il più…

27 Ott 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Spagna, sciopero di 24 ore dei medici

La situazione legata alla gestione della pandemia in Spagna non registra ancora miglioramenti e i medici spagnoli hanno indetto uno sciopero di 24 ore per…

27 Ott 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Stati Uniti, confermata dal Senato la nomina di Barrett alla Corte Suprema

Il Senato ha confermato la nomina della giudice Amy Coney Barrett alla Corte Suprema (Barrett ha giurato nella notte). Un via libera che ora porta…

27 Ott 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia