Emergenti in ripresa, ma la Cina rallenta ancora | T-Mag | il magazine di Tecnè

Emergenti in ripresa, ma la Cina rallenta ancora

Pechino ha fissato per quest'anno l'obiettivo di crescita al 6,5%, meno di quanto inizialmente previsto
di Redazione

Le economie emergenti dovrebbero riprendere la loro marcia già nel 2017. Cresciute a ritmi superiori rispetto a quelle avanzate anche negli anni della crisi, gli emergenti hanno tuttavia registrato negli ultimi tempi un deciso rallentamento, complici l’incertezza economica e la riduzione degli scambi mondiali.

cina

Diversi studi sostengono che si continuerà ad assistere ad uno spostamento dell’economia globale in futuro, con gli emergenti che presenteranno tassi di crescita maggiore (i mercati asiatici tra i più vivaci). Intanto, per quest’anno, il Fondo monetario internazionale stima il Pil globale in aumento del 3,4% quest’anno e del 3,6% nel 2018, rivedendo al rialzo le previsioni relative proprio alle economie avanzate.
E mentre la ripresa si consolida grazie soprattutto al contributo degli emergenti e delle economia in via di sviluppo, rischi al ribasso possono derivare dalle spinte protezionistiche (che coinvolgono soprattutto gli Stati Uniti) e la risalita dei prezzi delle materie prime. In tale contesto, la Cina – seconda economia mondiale – resta un punto interrogativo.
Pechino, infatti, potrebbe rallentare ancora (con ripercussioni, da non escludere, sui mercati vicini). La Cina ha fissato in queste ore il target di crescita al 6,5%, un taglio rispetto alla forchetta 6,5-7% inizialmente prevista e leggermente in calo dopo il 6,7% del 2016, il valore più basso dal 1990.
Da diverso tempo Pechino sta cercando di spostare la dipendenza della propria economia dalle esportazioni alla domanda interna (cioè ai consumi interni e agli investimenti) e nelle intenzioni espresse dalle autorità cinesi questa condizione verrà rafforzata ulteriormente nel 2017. A gennaio, però, le esportazioni cinesi sono aumentate di quasi otto punti percentuali, un balzo in avanti notevole rispetto al -6,1% di fine 2016.
In generale, lo scorso anno, le esportazioni della Cina sono diminuite di oltre sette punti a causa del rallentamento economico globale e della transizione del modello economico che il paese sta adottando. Sempre a gennaio la produzione industriale è cresciuta del 6% (+6,2% a dicembre), mentre il PMI manifatturiero ha indicato un’ulteriore decelerazione. A febbraio è rallentato anche quello dei servizi. In crescita le vendite al dettaglio, sulla scia di quanto osservato già nei mesi precedenti e in linea con gli attuali obiettivi di Pechino.

 

Scrivi una replica

News

Visco: «Ok rialzo tassi dall’estate, ma in maniera graduale»

«Il rischio di deflazione è alle nostre spalle. Abbiamo mantenuto i tassi di interesse ufficiali a lungo negativi, per far fronte a questi rischi, e rispondere…

20 Mag 2022 / Nessun commento / Leggi tutto »

Istat: «Produzione nelle costruzioni ai massimi dal 2011 nel mese di marzo»

«A marzo 2022 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni aumenti del 2,0% rispetto a febbraio 2022. Nella media del primo trimestre 2022, al…

20 Mag 2022 / Nessun commento / Leggi tutto »

Mosca: «Nuove basi militari in risposta ad allargamento Nato»

«La Russia creerà nuove basi militari in risposta all’allargamento della Nato». Lo ha annunciato  il ministro della difesa russo Sergei Shoigu. Il Ministro ha evidenziato…

20 Mag 2022 / Nessun commento / Leggi tutto »

Ucraina, Von der Leyen: «Erogati 600milioni di euro di prestiti a Kiev»

«Oggi abbiamo erogato una nuova tranche di 600 milioni di euro di assistenza macrofinanziaria all’Ucraina. E arriverà: abbiamo proposto un prestito aggiuntivo di 9 miliardi…

20 Mag 2022 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia