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Emergenza incendi: l’Italia continua a bruciare

Un danno non solo ambientale (serviranno non meno di 15 anni per ricostruire la flora bruciata da inizio estate), ma anche economico. Secondo un dossier il costo degli incendi tra inizio 2017 e la prima metà di luglio si aggira intorno ai 900 milioni di euro
di Redazione

L’emergenza legata agli incendi boschivi continua a farsi sentire. Secondo il Centro Operativo Aereo Unificato, nella sola giornata di mercoledì le richieste di concorso aereo in Italia sono state 27 di cui 14 solo da Campania e Lazio, con un utilizzo di 14 Canadair e 5 elicotteri del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Stando ai dati dell’European Forest Fire Information System (Effis) della Commissione europea, aggiornati al 22 agosto, quest’anno è andata a fuoco un’area corrispondente al triplo rispetto a quella che ha interessato gli anni passati.

Secondo l’Effis a bruciare sono stati 117.579 ettari di boschi – 100 mila ettari di terreno solo negli ultimi due mesi (oltre il 96% della superficie totale bruciata da inizio anno) – contro la media di 38.310 andati a fuoco tra il 2008 e il 2016.
Il primato negativo che detiene il nostro paese nel 2017 non riguarda solo il confronto con gli anni precedenti, infatti, secondo il Centro di coordinamento europeo per la risposta all’emergenza, l’Italia fino al 27 luglio ha subìto il maggior numero di incendi boschivi in Europa, 371, per un totale di 72,039 ettari bruciati. Tra i paesi Ue seguono la Spagna, con 43 roghi e 19.666 ettari in fumo, e la Francia 22, per 9.585 ettari.
Tra le regioni italiane più colpite dagli incendi spicca la Sicilia (13.052 ettari distrutti dal fuoco), seguita dalla Calabria (5.826 ettari), dalla Campania (2.461), dal Lazio (1.635), dalla Puglia (1.544) e dalla Sardegna (496). Per la quasi totalità delle volte la causa è dolosa, per mano di piromani e ecomafiosi.
Secondo le stime di Coldiretti, gli incendi avrebbero provocato la morte in media 400 animali (tra mammiferi, uccelli e rettili) e, secondo l’associazione, saranno necessari 15 anni per ricostruire la flora andata in fiamme dall’inizio dell’estate alla metà di luglio.
Non si contano però solo i danni ambientali, stando al dossier dei Verdi “Le mani sporche degli incendi”, il costo economico degli incendi – fino a metà luglio – ammonterebbe a 900 milioni di euro. I dati terrebbero solo parzialmente conto di quella che, secondo l’Effis, sarebbe la settimana più intensa per l’Italia, dal 9 al 15 luglio, in cui i roghi hanno preso fuoco 34 mila ettari. La fine dell’estate corrisponde anche allo scemare degli incendi, che risultano in diminuzione negli ultimi dieci giorni, in cui sono andati a fuoco sei mila ettari di terreno.

 

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