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Come potrebbe cambiare il calcio inglese con la Brexit

La proposta è quella di abbassare da 17 a 12 il numero massimo di stranieri in rosa. Novità anche per i giocatori “homegrown”
di Giacomo Buttaroni

Sarà Brexit, e la Premier League trema. La Gran Bretagna uscirà dall’Unione europea il prossimo anno, ma le ripercussioni non ci saranno solo a livello politico ed economico, ma anche sportivo, con il calcio inglese che potrebbe avere cambiamenti significativi. La Federazione dei tre leoni presenterà ai club la proposta di ridurre da 17 a 12 il numero massimo di giocatori stranieri in rosa. E per alcune società questo potrebbe essere un problema non da poco.

Al momento nel massimo campionato inglese le big supererebbero di gran lunga il numero massimo di stranieri in rosa con Manchester City e Tottenham che ne contano 17, Chelsea e Liverpool 16, l’Arsenal 15 e il Manchester United 14. Numeri che fanno intendere come le grandi d’Oltremanica puntano spesso più sugli stranieri che sugli inglesi e di fatto l’intenzione della Football Association è quella di garantire che la metà delle rose siano composte da giocatori autoctoni o cresciuti nelle giovanili. Inoltre anche su questo verrà apportata una modifica, ovvero che i giocatori “homegrown”, quelli nati all’estero ma che hanno trascorso tre anni in un’accademia di club inglese o gallese tra i 16 e i 21 anni, prima di firmare un contratto dovranno aspettare di diventare maggiorenni, cioè con il compimento del 18esimo anno, mentre per i calciatori dell’Ue l’età minima è di 16.

Se i club di Premier accettassero la riduzione, la federazione permetterebbe a un ente governativo di rilasciare un permesso di lavoro per ogni giocatore straniero che sigla un contratto con una società. Se invece l’accordo saltasse, i giocatori europei dovrebbero soddisfare gli stessi criteri dei giocatori extracomunitari. Attualmente in “regola” ci sarebbero solo Crystal Palace, Wolverhampton, Southampton, Everton, Cardiff, Burnely e Bournemouth, con quest’ultimo che conta solo cinque calciatori stranieri. Dal 1992, anno in cui nacque la Premier League, hanno giocato in Inghilterra 1.022 europei, con 591 di loro che con la Brexit sarebbero “illegali”. Giovedì ci sarà la prima riunione in cui i dirigenti dei club e la Federazione proveranno a trovare un accordo comune, pronto a rivoluzionare il calcio inglese e non solo.

 

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