Concludere gli studi all’estero, una scelta frequente | T-Mag | il magazine di Tecnè

Concludere gli studi all’estero, una scelta frequente

Lo rilevano i dati raccolti dall’Eurostat e relativi al 2017

di Redazione

Portare avanti e completare i propri studi universitari all’estero è una scelta sempre più diffusa tra gli studenti. Secondo i dati dell’ultimo rapporto Eurostat, nel 2017, 1,7 milioni di universitari provenivano dall’estero, termine con il quale l’ufficio statistico Ue si riferisce agli studenti sia di un paese extracomunitario che di un paese membro, in aumento del 22% rispetto al 2013.

Gli studenti universitari “mobili” dall’estero rappresentano l’8,1% di tutti gli iscritti in UE. Nello specifico, lo Stato che ne accoglie in percentuale di più è il Lussemburgo, in cui quasi il 47% di tutti gli iscritti viene da un paese estero, seguono Cipro e l’Austria, dove gli studenti stranieri sono rispettivamente il 23,1% e il 17,2%.

Tra gli Stati membri, che invece hanno meno studenti stranieri, ci sono la Grecia, la Spagna, dove la percentuale è poco più del 3%, ed infine la Croazia, in cui gli universitari dall’estero sono solo il 2,9%.

L’Italia è sotto la media europea, con il 5,3% degli studenti stranieri iscritti agli atenei italiani, seppure in crescita: nel 2014 era al 4,7%.

Una precisazione: i dati Eurostat sono relativi agli studenti stranieri sul totale degli iscritti e non il numero assoluto di universitari che scelgono un determinato paese.

L’aumento della mobilità degli studenti universitari si misura anche attraverso coloro che scelgono di studiare per un periodo limitato nelle università straniere, con il programma Erasmus – che tra il 2014 e il 2019 ha coinvolto oltre 2 milioni di persone -, o di coloro che invece optano per una soluzione simile, le double o joint degree che permettono a chi si iscrive di ottenere due lauree nello stesso tempo richiesto per conseguirne una, ma in due paesi diversi e riconosciuto da entrambi. Si distingue il joint degree, quando il titolo di laurea è unico, ma riconosciuto da entrambi gli atenei, dal double degree, quando il laureato ottiene due differenti diplomi. In Italia l’offerta di questo tipo di lauree è raddoppiata in otto anni e gli universitari double degree sono passati da 15 mila dell’anno accademico 2013/2014 ai 20.500 del 2018/19. 

 

Scrivi una replica

News

Oms: «Il virus non è sparito, sono previste nuove ondate»

«Anche se il lockdown è stato abolito in molti paesi, bisogna continuare a mantenere il distanziamento e isolarsi immediatamente se ci si ammala». Lo ha…

29 Mag 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, 101mila morti negli Stati Uniti

Continuano a salire i casi di contagio negli Stati Uniti, dove i casi totali sono oltre 1,7 milioni e i decessi hanno superato quota 101mila.…

29 Mag 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, oltre 360mila morti in tutto il mondo

Sono oltre 360mila i morti da coronavirus in tutto il mondo, dove si contano anche 5,8 milioni di casi. Lo ha reso noto la Johsn…

29 Mag 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Istat: «Inflazione maggio -0,1%. Prima volta dal 2016»

«Secondo le stime preliminari, nel mese di maggio 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una…

29 Mag 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia