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Quale futuro attende il fenomeno degli influencer

Alcune analisi ne mettono in dubbio la capacità di avere un impatto significativo sui follower

di Redazione

Negli Stati Uniti non c’è posto per i falsi influencer. A ribadirlo è stata la Federal Trade Commission, multando per 2,5 milioni di dollari la Devumi, un’azienda accusata di aver venduto «falsi indicatori sull’influenza sui social media». Tradotto: vendevano falsi follower agli aspiranti influencer. L’FTC ha punito anche il marchio Sunday Riley Modern Skincare, per aver pubblicato online false recensioni. La Devumi avrebbe aiutato tra gli altri attori, atleti, speaker motivazionali e studi legali ad aumentare la propria popolarità su Twitter, per un totale di 58mila transazioni per acquistare follower fake. La Federal Trade Commission ha deciso di intervenire perché queste pratiche «mettono a rischio il mercato». Cosa che non ha assolutamente intenzione di tollerare.

Gli influencer sono argomento di studio e discussione da tempo, ormai. Una recente indagine del Wall Street Journal mostrerebbe però che il fenomeno è in calo. Ovvero? Secondo il quotidiano statunitense, la capacità degli influencer di spingere i propri seguaci verso un brand specifico è in calo in tutti i settori: la percentuale di persone che mettono un like a un post sponsorizzato su Instagram, in un anno è scesa sotto il 5%, per attestarsi in media attorno al 3,5%. Un dato importante, che fa riflettere. Specialmente se ne consideriamo un altro: secondo i dati dell’agenzia di marketing Mediakix, nel 2019 le aziende investiranno tra i 4 e gli 8 miliardi di euro, a livello globale, per farsi sponsorizzare i propri prodotti (o servizi) dagli influencer. Una cifra considerevole e che rappresenta una piccola porzione degli oltre 600 miliardi di euro che le imprese spenderanno quest’anno in pubblicità di ogni tipo, secondo una stima dell’agenzia Zenith.

Se il fenomeno è destinato ad esaurirsi, sarà possibile scoprirlo soltanto nei prossimi anni. Al momento, però, continua a godere di discreta salute. Per rendersene conto, è sufficiente dare un’occhiata a quanti utenti dei social network seguono degli influencer. Nel nostro Paese, ad esempio, il 68% degli italiani presenti su un social network ha tra i propri interessi quello di seguire influencer e celebrity, un dato che raggiunge l’82% tra quanti hanno un’età compresa tra i 16 e i 24 anni. A rivelarlo è l’Osservatorio Influencer Marketing condotto da Ipsos e Flu, agenzia italiana parte di ALL Communication Group Holding, con il coinvolgimento di un campione rappresentativo composto da 1.000 persone tra i 16 e i 54 anni. Un italiano su tre ha acquistato più volte un prodotto (o servizio) che è stato promosso dagli influencer che segue. La ricerca sottolinea che non si tratta di acquisti impulsivi. Tra quanti hanno fatto un acquisto, il 76% ha ammesso di aver impiegato un po’ di tempo per prendere una decisione, preferendo cercare informazioni su altri canali, per poi concludere l’acquisto su store digitali, tipo Amazon – lo ha fatto il 45% del campione –, mentre soltanto il 14% ha utilizzato i link presenti nelle stories o nei post per comprare il prodotto o servizio sponsorizzato.

 

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