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Consumi giù, ma cresce l’incidenza della spesa alimentare

È il trend degli ultimi dieci anni che emerge dallo studio presentato da Confali, nuovo organismo di coordinamento della filiera agroalimentare di Confcommercio

di Redazione

Negli ultimi dieci anni, a fronte di un calo generalizzato dei consumi, è cresciuta dal 17 al 18% l’incidenza della spesa alimentare sul totale dei consumi. È quanto emerge dallo studio La spesa alimentare e l’evoluzione del commercio al dettaglio in Italia negli ultimi 10 anni, che è stato diffuso in occasione della presentazione di Confali, nuovo organismo di coordinamento della filiera agroalimentare di Confcommercio.

Nel 2019, in termini reali pro capite, gli indicatori di reddito, ricchezza e consumo medio si posizionano ancora molto al di sotto dei massimi storici raggiunti nel 2007. Per quanto riguarda i consumi, nel 2019 la spesa reale è ancora inferiore di 851 euro a persona. Nell’ambito di queste dinamiche generali del reddito e del consumo – si legge nella nota che illustra lo studio Confali – la spesa per l’alimentazione ha confermato il proprio ruolo all’interno dei bilanci familiari. Nel decennio 2007-2018 la spesa per i beni alimentari ha evidenziato una dinamica in valore meno negativa rispetto al totale, in considerazione anche di una minore elasticità di questi consumi al variare del reddito, portando a un incremento dell’incidenza dell’alimentare all’interno della spesa complessiva (che comprende gli affitti) sostenuta mensilmente alle famiglie.

Nel carrello della spesa, spiega lo studio, scendono le voci dell’alimentazione tradizionale (pasta, carne, formaggi), tengono i prodotti ittici e sale la spesa per frutta e verdura e quella per i pasti fuori casa. In termini di spesa media mensile si registra un calo del 15,4% (da 546 a 462 euro), in linea con la riduzione dei consumi totali (-15,1%).

Tra il 2008 e il 2019, infine, l’evoluzione del commercio al dettaglio ha registrato una riduzione di circa 73 mila esercizi di tutte le dimensioni ad eccezione di alcune forme di vendita al di fuori dei negozi (+10.900 attività). Si rileva una crescita, invece, soprattutto in due settori: distribuzione automatica di prodotti e vendite attraverso Internet.

(fonte: Confcommercio)

 

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