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I primi effetti del coronavirus sul sistema economico e finanziario

Stime ancora incerte, ma ieri lo scossone sui mercati si è fatto sentire notevolmente. Prima conta dei danni anche in Italia: la ristorazione sta perdendo 2,5 milioni di euro al giorno

di Matteo Buttaroni

Le stime sul possibile impatto economico e finanziario di medio e lungo termine del coronavirus sono ancora piuttosto incerte, ma qualche campanello d’allarme ha già cominciato a suonare. Uno dei più acuti si è sentito ieri, con le borse cinesi che hanno riavviato le contrattazioni dopo la pausa legata al prolungamento delle festività del Capodanno, voluto da Pechino per tentare di limitare l’impatto del coronavirus sui mercati: all’avvio degli scambi Shangai ha registrato un crollo del 7,72%, mentre il listino di Shenzen ha registrato un -8,41%, arrivando a bruciare solo nelle prime ore circa 420 miliardi di dollari e provocando un effetto domino sugli altri listini asiatici: Tokyo, all’avvio, ha riportato un -1%, Taiwan un -1,2%. Bangkok -0,3% e Singapore un -1,2%. Neanche Giacarta (geograficamente più lontana da Pechino) è rimasta immune allo shock dei listini cinesi, perdendo sei decimi di punto. Oggi, comunque, sulla scia degli interventi di sostegno all’economia (su tutti quello della Banca popolare cinese, che ha già iniziato ad iniettare liquidità) si è già registrata una risalita oltre il punto percentuale.

A pesare sulle prospettive degli investitori anche le chiusure industriali (l’intrattenimento per esempio o le fabbriche evacuate per il rischio contagio) e le limitazioni poste ai servizi (dal trasporti al turismo), a cui si aggiunge l’indebolimento dei consumi per via della quarantena. Tutto ciò si ripercuoterebbe sulla crescita economica. Secondo Bloomberg, per esempio, la Cina potrebbe registrare una crescita del PIl inferiore di addirittura due punti percentuali rispetto a quanto previsto inizialmente.  

Ripercussioni si sono registrate già anche nel mercato del petrolio, a causa delle misure di contenimento utilizzate dal gigante asiatico la domanda cinese di greggio è crollata del 20% (-3 milioni di barili al giorno), tanto che l’Opec starebbe già pensando ad un taglio della produzione.

Anche in Italia si comincia già a vedere un “effetto-coronavirus”: Federmoda, per esempio, si dice preoccupata «per le ricadute dell’allarme coronavirus ed un possibile rallentamento del turismo cinese verso l’Italia perché uno “scontrino medio” di un turista cinese è ormai pari a 1.200 euro», mentre l’ufficio studi Fipe–Confcommercio spiega che tra ristoranti cinesi deserti e spesa per mangiare dei turisti giunti in Italia dalla Repubblica popolare in drastico calo, il settore della ristorazione sta perdendo 2,5 milioni di euro al giorno.

 

1 Commento per “I primi effetti del coronavirus sul sistema economico e finanziario”

  1. […] dell’epidemia scoppiata nella provincia dell’Hubei, in particolare nella città di Wuhan. È un tema che abbiamo già affrontato, per cui adesso si hanno le prime stime, seppur parziali. E di cui, soprattutto, non va […]

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