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Gli effetti della pandemia sull’occupazione giovanile

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro le conseguenze dell’emergenza sanitaria saranno ancora più devastanti per i giovani lavoratori, tanto che secondo le stime un giovane su sei ha smesso di lavorare

di Redazione

Le ripercussioni del coronavirus sul mondo del lavoro stimate e reali sono gravi e faranno vedere gli effetti per molto tempo, ma nello specifico la pandemia avrà un effetto “devastante e sproporzionato” sui giovani lavoratori. Secondo un’analisi condotta dall’Ilo a livello mondiale, un giovane su sei ha smesso di lavorare a causa del coronavirus, mentre coloro che hanno ancora un’occupazione hanno visto ridurre il proprio orario in media del 23%.

In generale l’attuale emergenza ha portato alla perdita stimata di 10,7% di ore lavorate nel secondo trimestre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, nel mondo, che come orario corrispondono a circa 305 milioni di posti di lavoro a tempo pieno. I giovani risultano essere i più esposti a questa crisi perché quattro su dieci svolgono la loro attività nei settori più colpiti dalla chiusura, dove sono complessivamente impiegati 178 milioni di ragazzi. Senza contare che l’emergenza si aggiunge ad una situazione, quella del mercato del lavoro dei giovani, già in crisi perché nel 2019 io tasso di disoccupazione giovanile era al 13,6%, la percentuale più alta di tutte le altre categorie.

Secondo l’analisi per i 15-25enni che invece avevano un lavoro la condizione non è migliore perché avevano più possibilità delle altre fasce d’età di svolgere lavori che li esponevano al rischio di una maggiore vulnerabilità come lavori con bassa retribuzione, lavoro informale o essere lavoratori migranti.

Inoltre, si devono contare i circa 267 milioni, circa uno su cinque, di giovani NEET, che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione. Quindi, secondo l’Ilo, la pandemia non sta solo peggiorando la situazione lavorativa dei giovani, ma sta provocando diversi altri sconvolgimenti per i ragazzi come l’interruzione dei percorsi d’istruzione e formazione, ponendo così grandi ostacoli a tutti coloro che cercano, e avrebbero cercato nel giro di pochi anni, di entrare nel mercato del lavoro o di cambiare lavoro.

 

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