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La crisi del turismo estivo

A giugno si registrano perdite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, tuttavia le prenotazioni per luglio e agosto e le presenze durante gli ultimi weekend portano a prevedere una ripresa delle attività. Pesa l’incertezza

di Redazione

L’estate 2020, che già si preannunciava difficile, è iniziata con segno negativo per gli operatori e imprenditori balneari che, oltre alle conseguenze sul turismo dovute all’emergenza coronavirus, hanno dovuto fare i conti con un giugno caratterizzato da maltempo anomalo rispetto agli anni passati. In un mese in cui generalmente le spiagge erano già piene, i dati del SIB, il Sindacato Italiano Balneari, confermano un calo delle presenze in tutte le regioni:  le perdite maggiori ci sono state nelle spiagge di Sardegna, Lazio e Molise che rispettivamente hanno fatto segnare l’80% e il 75% in meno di presenze rispetto a giugno del 2019. Seguono poi Campania e Basilicata che perdono il 70% delle presenze e Friuli Venezia-Giulia e Sicilia, che segnano entrambe il 65% in meno. Perdite più contenute, ma significative, si registrano in Emilia Romagna e Puglia, entrambe con il 40% di bagnanti in meno e Toscana, -30%. Le stime e le prenotazioni per luglio e agosto e le presenze durante gli ultimi weekend, portano a prevedere tuttavia una ripresa delle attività.  

Non sono state solo le spiagge a perdere affluenza lo scorso mese, secondo i dati della Coldiretti, quest’anno si contano 10 milioni di turisti in meno in Italia, tra italiani e stranieri, nel solo mese di giugno. Quasi 4 milioni di italiani, un calo del 54% rispetto allo scorso anno, hanno rinunciato a prendere le ferie a giugno per le incertezze e le difficoltà economiche generate dal coronavirus, a cui si aggiungono le partenze bloccate per oltre 6 milioni di turisti stranieri che in media pernottano in Italia nel mese.

Tedeschi e nordeuropei fanno segnare ancora poche presenze dalla riapertura delle frontiere, mentre completamente bloccati sono stati i turisti extraeuropei, soprattutto di Cina, Giappone e Stati Uniti. Un significativo calo delle presenze si verificherà, sempre secondo la Coldiretti, anche nei prossimi mesi protraendosi per tutta la stagione estiva, a causa proprio delle frontiere chiuse per gli statunitensi che sono i più numerosi tra gli extraeuropei e costerebbero all’Italia sia in termini di presenze, con 1,4 milioni di presenze in meno, che in termini economici, la spesa estiva dei turisti Usa è di 1,8 miliardi in Italia.

A tentare di sopperire, almeno in parte, al minor numero di presenze straniere, è il fenomeno delle “vacanze patriottiche”, secondo l’analisi Coldiretti/Ixe’, dei 34 milioni di italiani che andranno in vacanza, il 93% – contro l’86% dello scorso anno – trascorrerà nel paese l’estate 2020. Nello specifico, la maggior parte opterà per il turismo di prossimità, pochi giorni di vacanza in località vicino casa.

 

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