Balzo della produzione industriale, cosa significa | T-Mag | il magazine di Tecnè

Balzo della produzione industriale, cosa significa

Occorre ricordare che l’aumento fa riferimento alla fase più alta del blocco delle attività avvenuto in aprile e che, con la ripresa della produzione in diversi settori fino ad allora fermi, il dato era prevedibile

di Fulvio Fammoni*

A maggio la produzione industriale aumenta del 42,1% rispetto al mese precedente. Può sembrare un incremento notevole, ma occorre considerare che fa riferimento alla fase più alta del blocco delle attività avvenuto in aprile e che, con la ripresa della produzione in diversi settori fino ad allora fermi, il dato è alto ma era prevedibile.

L’ampiezza del crollo precedente può invece essere così interpretata: nonostante questo forte rimbalzo la media degli ultimi tre mesi è ancora più bassa del 30% rispetto al trimestre precedente, e facciamo riferimento ad un periodo con una dinamica di crescita bassa. Le letture degli indici, in questo caso della produzione industriale, devono dunque rapportarsi con le diverse fasi che il nostro paese ha vissuto e sta vivendo: l’andamento stagnante o in leggero calo della produzione iniziato a fine 2018 e poi per tutto il 2019; la situazione dei mesi di gennaio-febbraio 2020; il successivo periodo legato alla crisi pandemica. Solo così si possono trarre giudizi realistici.

Su base annua, ad esempio, il calo del 20% di maggio è inferiore rispetto al mese precedente (ma occorre considerare le correzioni per i giorni lavorativi).

In questa situazione, nonostante che le più forti percentuali di aumento riguardino i beni durevoli, chi continua a soffrire di più sono le industrie tessili, quelle della fabbricazione di macchinari e attrezzature e la produzione di mezzi di trasporto. Meglio, anche se comunque in calo, la performance della produzione farmaceutica e delle industrie alimentari, come accaduto durante tutto il periodo pandemico.

Sulla base di questi andamenti, servono allora non solo le iniziative necessarie per evitare chiusure (Istat pochi giorni fa ha indicato pericoli di chiusura per il 38% di piccole imprese) che ovviamente affosserebbero ulteriormente occupazione, produzione e Pil, ma è necessario impostare  una nuova fase della produzione industriale in Italia a partire dal suo indirizzo e dalla sua qualità, a questo vanno particolarmente finalizzati gli investimenti pubblici già previsti e quelli realizzabili con i fondi europei.

Occorre chiamare il sistema imprenditoriale italiano ad uno scatto progettuale, di iniziativa e anche di nuovi investimenti privati; occorre agire sul clima di fiducia dei cittadini per far ripartire i consumi, elemento indispensabile per una ripresa anche della produzione.

Per questo, la premessa è non perdere ancora lavoro (il dato più importante relativo alla fiducia) ma anzi creare nuove occasioni di occupazione e servono risorse, non solo una tantum, fra cui il rinnovo di CCNL scaduti per oltre 10 milioni di lavoratori, che sono giustamente considerate a differenza di altri interventi, stabili nel tempo e quindi con una incidenza molto di più alta sul clima di fiducia.

*Presidente Fondazione Di Vittorio

 

Scrivi una replica

News

Istat: export in risalita, +14,4% a giugno

A giugno 2020 si stima una crescita congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le importazioni (+16,1%) che per le esportazioni…

7 Ago 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, oltre 19 milioni di casi nel mondo

Nel mondo sono oltre 19,1 milioni i casi di Covid-19 confermati, mentre sono più di 715 mila i decessi dovuti alla pandemia, stando all’ultimo aggiornamento…

7 Ago 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Israele, morto Steinsaltz all’età di 83 anni

Uno dei maggiori studiosi del Talmud, il rabbino Adin Even-Israel Steinsaltz, è morto all’età di 83 anni a Gerusalemme. Steinsaltz è noto soprattutto per aver…

7 Ago 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, negli Usa possibile 300mila vittime senza uso mascherina

I ricercatori dell’Università di Washington stimano che il bilancio delle vittime da coronavirus negli Usa possa raggiungere le 300mila unità entro dicembre, senza l’uso della…

7 Ago 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia