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Le conseguenze degli eventi climatici estremi

Il verificarsi di questi eventi compromette anche l’economia, mettendo a rischio le coltivazioni con un costo, secondo i calcoli della Coldiretti, per oltre 14 miliardi di euro in un decennio

di Redazione

Al contrario della scorsa estate che ha fatto registrare livelli record di alte temperature, quest’anno, secondo le previsioni del Centro Europeo, le temperature saranno in media o poco al di sopra – massimo di 0,5 gradi -, ma il clima sta comunque provocando ingenti danni, anche in questa estate 2020, come riportato dalle recenti di cronache di violenti nubifragi in alcune zone d’Italia.

Secondo quanto emerge da una elaborazione di Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database, dall’inizio dell’anno ad oggi in tutta Italia si sono verificati 71 nubifragi con precipitazioni violente e bombe d’acqua, con un aumento del 31% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’aumentare degli eventi estremi, secondo la Coldiretti è un evidente conseguenza dei cambiamenti climatici anche in Italia dove si evidenzia già da tempo una tendenza alla tropicalizzazione, che si caratterizza per un’elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense.

Già da maggio il Global Climate Risk aveva classificato l’Italia 21 esimo posto nel mondo per impatti da eventi climatici estremi – alternanza di ondate di calore, inondazioni e tempeste. Oltre ad inserire il paese tra le aree che nei successivi sei mesi sarebbero state colpite da siccità e caldo estremo.

Il verificarsi di questi eventi compromette anche l’economia, mettendo a rischio le coltivazioni con un costo, secondo i calcoli della Coldiretti, per oltre 14 miliardi di euro in un decennio in termine di perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

Ad aumentare la frequenza e la gravità degli eventi estremi concorre anche il consumo del suolo: negli ultimi 25 anni sono sparite il 28% delle campagne, l’erosione di aree agricole a beneficio di asfalto ed edifici causa il fenomeno dell’impermeabilizzazione del terreno che fa aumentare il rischio di alluvioni anche nei centri urbani. Secondo l’elaborazione Coldiretti su dati di Ispra, la conseguenza è l’aumento a 7.275 dei comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, che rappresentano il 91,3% del totale in Italia.

 

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