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L’università a distanza influenza il mercato degli affitti

La didattica a distanza ha fatto crollare la richiesta da parte degli studenti degli affitti nelle città universitarie. Già durante il lockdown si era registrato un aumento delle disdette dei contratti

di Redazione

Il mercato immobiliare ha sofferto, come molti altri settori, le conseguenze della pandemia da coronavirus. Nello specifico gli affittuari di appartamenti a studenti universitari hanno assistito ad una riduzione della necessità e dell’utilità delle stanze affittate a causa della didattica a distanza e dell’incertezza sulla situazione sanitaria. Secondo una ricerca di Solo Affitti Spa, il 79,5% delle agenzie immobiliari ha rilevato una  crescita delle disdette inviate ai proprietari dagli studenti durante il lockdown nella gran parte delle città accademiche italiane. Il problema si era posto ed era stato quantificato già durante il lockdown, quando il 65% delle richieste di riduzione del canone di affitto giunte alle agenzie riguardava gli immobili affittati da studenti universitari.

Il modificarsi della domanda ha comportato anche un cambiamento nell’offerta degli affitti: secondo la ricerca  la media nazionale degli affitti, che ammonta a 306 euro per una stanza singola e 214 per una doppia, si è ridotta del 2% rispetto al 2019. Le città universitarie del Nord sono quelle che hanno registrato il maggior calo dei canoni di locazione, per quanto riguarda le stanze doppie, la riduzione percentuale più significativa si è evidenziata a Padova, del -32%, corrispondente a 80 euro, e Trieste, -13%, circa 25 euro. Mentre Modena e Genova registrano il maggior calo di costo per le singole, rispettivamente 75 e 50 euro.

Al contrario Milano e Roma, le città preferite e le più costose per gli studenti, aumentano il canone mensile: una singola nella capitale è affittata in media a 429 euro, il 7% in più, mentre a Milano la stessa stanza costa in media 592 euro, in aumento del 3% rispetto lo scorso anno.  

I parametri per la scelta dell’alloggio rimangono la vicinanza all’università per il 73% degli studenti fuorisede, e ai mezzi pubblici, per il 60% di essi, e la disponibilità di una stanza singola invece che doppia.

Rispetto agli scorsi anni, quando agosto era il mese di visite e ricerca, sembra che il mercato e l’attività anche social di ricerca di una stanza o di un posto letto non sia ancora entrato nel vivo, infatti il 75% delle agenzie ha rilevato ad oggi un forte calo di richieste da studenti e il 14,6% un calo moderato, mentre solo l’8,3% dichiara di percepire una situazione in linea.

La minore richiesta da parte di studenti è riconducibile all’incertezza di questo periodo, ai cambiamenti economici che hanno condizionato le priorità di molte famiglie, ma soprattutto alla possibilità concreta di continuare la didattica a distanza, che sta inducendo molti studenti a non trasferirsi per seguire i corsi di laurea. Infatti, non tutti gli atenei ripartiranno in presenza, inoltre le linee guida del comitato tecnico scientifico per affrontare l’emergenza coronavirus, prevedono che le università potranno riprendere le attività accademiche con aule a capienza ridotta e prenotazione dei posti a lezione e per garantire a tutti il diritto allo studio, le lezioni verranno anche trasmesse in streaming.  

 

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