I cambiamenti climatici preoccupano più della pandemia | T-Mag | il magazine di Tecnè

I cambiamenti climatici preoccupano più della pandemia

Almeno tra i cittadini di alcuni paesi europei, secondo uno studio del Pew Research Center. Anche se in molti casi la diffusione di malattie è adesso percepita come la maggiore minaccia. Timori per l’economia globale

di Redazione

La pandemia? No, piuttosto i cambiamenti climatici. Sono questi ultimi, infatti, la minaccia che maggiormente viene percepita dalle persone in Europa. È la conclusione cui giunge il Pew Research Center, che ha condotto uno studio in 14 paesi (Stati Uniti, Canada, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Regno Unito, Australia, Giappone e Sud Corea) durante l’estate. Un risultato che è opposto a quello registrato da altre parti, dove effettivamente, nell’anno del Covid, i principali timori riguardano la diffusione di malattie infettive.

Ovviamente, anche tra i paesi europei inclusi nello studio, sebbene il cambiamento climatico resti la minaccia più percepita, viene espressa grave preoccupazione per i rischi legati alle malattie di tipo infettivo.

Nel complesso, una media di circa sette su dieci nei 14 paesi economicamente avanzati oggetto dell’indagine, afferma che il cambiamento climatico globale e la diffusione di malattie infettive siano entrambe le principali minacce. In media sei su dieci (o anche più) citano le preoccupazioni per la sicurezza (terrorismo, attacchi informatici da altri paesi e la diffusione di armi nucleari).

Nello specifico, invece, il cambiamento climatico supera o è sullo stesso piano delle malattie infettive in termini di percezione di “maggiore minaccia”, citato più frequentemente in otto dei 14 paesi intervistati, inclusi i sette dei nove europei. Al contrario, nel pieno della pandemia, sono cinque i paesi, Stati Uniti compresi, che citano la diffusione di malattie. In due paesi, Australia e Danimarca, le persone considerano invece gli attacchi informatici la minaccia principale.

C’è meno preoccupazione, in generale, per la povertà globale o i conflitti di lunga data tra paesi o gruppi etnici o i flussi migratori su larga scala. In passato, osserva a tale proposito il Pew Research Center, i rifugiati che lasciavano luoghi come Iraq e Siria, era considerata una delle principali minacce da molti intervistati in Italia e nel Regno Unito. Oggi, in 11 dei 14 paesi esaminati, gli spostamenti di un gran numero di persone da un paese all’altro è visto come la preoccupazione meno percepita tra quelle considerate.

La pandemia porta con sé timori legati all’economia. Questi, non a caso, afferma lo studio, sono aumentati notevolmente nella maggior parte dei paesi dall’ultima rilevazione risalente al 2018. La maggioranza, in 10 dei 14 paesi intervistati, descrive la condizione in cui versa l’economia globale come una grave minaccia.

 

Scrivi una replica

News

Coronavirus, in Italia nelle ultime 24 ore registrati 1.912 nuovi casi

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 1.912 casi positivi, il numero giornaliero più alto dalla fine del lockdown. Lo ha reso noto il ministero…

25 Set 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Prometeia prevede un calo del 9,6% per il Pil italiano nel 2020

Il centro studi Prometeia ha aggiornato le stime sull’economia italiana nel 2020 e nel 2021, indicando un calo del PIL del 9,6% quest’anno e una…

25 Set 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Francia, attacco presso l’ex sede di Charlie Hebdo: quattro persone ferite

Un attacco a Parigi nella tarda mattinata di oggi, nei pressi dell’ex sede di Charlie Hebdo, che nel gennaio 2015 fu teatro della strage compiuta…

25 Set 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »

Fratelli d’Italia, Raffaele Fitto positivo al coronavirus

Il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia ha annunciato su Facebook di essere risultato positivo al tampone per il coronavirus. Positiva anche la…

25 Set 2020 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia