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Le conseguenze del coronavirus sulla salute mentale

Un po’ ovunque si è registrato un aumento tra le persone di sintomi depressivi. Lockdown e isolamento sociale hanno conseguenze significative sul benessere psicologico

di Redazione

La pandemia da coronavirus ha monopolizzato ogni ambito della vita delle persone e ha avuto effetti diffusi, non circoscrivibili solo all’aspetto sanitario né a quello economico. Infatti, il lockdown e l’isolamento sociale, più che il distanziamento necessario, hanno conseguenze significative anche sulle persone, in termini di benessere psicologico e salute mentale. Secondo uno studio pubblicato su Scientific Reports di Nature, che ha analizzato gli effetti del coronavirus e del lockdown sulla salute mentale degli italiani, i sintomi depressivi maggiori si sono riscontrati tra le donne, i giovani e persone che sperimentano incertezze professionali, ma anche tra chi un lavoro ce l’ha ma non poteva uscire di casa per andare in ufficio.

A questo proposito, anche lo smart working, per quanto sia stato ben accetto dai lavoratori, le conseguenze psicologiche non sono da trascurare: oltre a limitare le interazioni sociali, stando ai risultati di uno studio australiano condotto dal Woolcock Institute of Medical Research di Sydney, coloro i quali hanno tele-lavorato in pigiama hanno manifestato condizioni di salute mentale peggiori, rispetto a chi si vestiva come per uscire. Il disagio psicologico derivante dall’obbligo di rimanere in casa, di evitare i contatti se non online e l’incertezza su quali saranno le possibilità nel prossimo futuro, alienano le persone e hanno portato effetti da disturbi del sonno, ansia, fino ad un incremento netto dei sintomi depressivi. Secondo i dati emersi dalla Giornata Mondiale della Salute Mentale – che si celebra ad ottobre – il 32% degli italiani manifestava sintomi depressivi, e si stimavano fino a 150.000 casi di depressione maggiore in più nei mesi successivi.

La paura di essere contagiato da una parte e il divieto di uscire, l’isolamento sociale, il dolore sociale e fisico, l’incertezza del futuro e i timori economici, incidono necessariamente sui comportamenti delle persone, soprattutto se vissuti per un periodo lungo. Gli esperti, però mettono in guardia, oltre l’importanza di saper riconoscere i sintomi di una depressione, anche alla deriva estrema che le conseguenze sulla salute mentale possono avere.

Da marzo a settembre in Italia si sono registrati 71 suicidi e 46 tentativi di suicidio che si ritiene connessi in maniera diretta o indiretta al coronavirus. Gli studi sul peggiorare del benessere e della salute sociale degli italiani sono stati condotti prima della seconda ondata e delle nuove restrizioni, queste potrebbero incidere in modo ulteriormente negativo, soprattutto perché sopraggiunge la stanchezza e l’incertezza, data la prospettiva di chiusura almeno fino a marzo.

L’attenzione posta su questi temi diventa un vero e proprio allarme in altri paesi, in cui l’emergenza sanitaria ed economica ha comportato un aumento significativo di suicidi e sintomi depressivi gravi.

Secondo il Guardian, la seconda ondata del coronavirus – al contrario della prima in cui i suicidi si sono ridotti – ha provocato un incremento significativo di suicidi tra le donne, ­­+37% tra luglio e ottobre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, e tra i minori, +49%. L’aumento dei tassi in queste categorie testimonia che la pandemia colpisce in maniera sproporzionata la salute mentale di bambini, degli adolescenti e delle donne, anche in Giappone quelle su cui si riversa di più il carico di lavoro domestico e le difficoltà occupazionali. Il durissimo lockdown in Giappone ha infatti avuto conseguenze non previste e quasi paradossali: solo nel mese di ottobre si sono tolte la vita 2.153, mentre il totale dei morti per coronavirus dall’inizio della pandemia sono stati 2.050.

 

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