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Come la pandemia cambia la demografia delle imprese

Si registra una diminuzione generale di quelle a guida femminile, soprattutto nelle regioni del Nord e under 35

di Redazione

La pandemia cambia anche la demografia delle imprese. Secondo infatti l’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, a fine 2020 si registra un calo dello 0,29% di imprese a conduzione femminile, pari a quasi quattromila attività in meno rispetto al 2019, facendo così diminuire il numero delle imprese guidate da donne a un milione e 336 mila. Di conseguenza diminuisce, anche se di poco, il loro peso sul totale del sistema produttivo nazionale, in controtendenza rispetto alla corsa che proseguiva costantemente da alcuni anni: ora diventa pari al 21,98%, a fronte del 22% dell’anno precedente.

Nel dettaglio, l’analisi del saldo mostra che gli effetti della pandemia hanno inciso con circa 4.400 imprese femminili in meno nel commercio, 2.400 tra quelle agricole e 870 quelle manifatturiere. Tutti gli altri settori, al contrario, crescono, seppur in modo moderato rispetto alla scia positiva che caratterizza da sei anni le imprese di questa tipologia: le attività professionali registrano una variazione positiva del 3,59%, pari a 1.475 imprese in più nell’anno, le attività finanziarie e assicurative, con un saldo positivo di  816, segnalano un aumento del 3% circa, l’istruzione in aumento del 2,44%, pari in termini assoluti a 235 imprese, mentre i servizi di informazione e comunicazione e le attività immobiliari registrano un incremento rispettivamente del 2,24% e del 2,05%.

Al contrario di quanto ci si aspetterebbe quando si parla di cessazioni di imprese e occupazione femminile in generale, la pandemia ha comportato differenze importanti riguardo l’analisi regionale. Dai dati emerge che sono soprattutto le regioni del Centro a registrate una riduzione della partecipazione femminile al mondo dell’impresa con più di 2.400 attività in meno nel 2020 rispetto al 2019, pari ad una diminuzione percentuale dello 0,81%. Mentre nel Nord-est le imprese femminili diminuiscono di 1.500 unità (circa lo 0,63% in meno) e al Nord-ovest vengono sono in diminuzione di 1.200 unità. Positivi, invece, i dati del Sud, dove i dati evidenziano quasi 1.300 imprese in più, pari a +0,26%.

I dati mostrano quindi che la pandemia ha colpito in modo contenuto il settore dell’imprenditoria guidato da donne, ma ha avuto i suoi effetti negativi soprattutto per le imprese guidate da giovani donne. Attualmente sono 154 mila le attività under 35, che rappresentano l’11,52% del totale, percentuale che al 2019 era di 12,02%.

 

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