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Crescono i rischi di reati online ai danni dei più giovani

Lo scorso anno risultano in aumento i casi trattati dalla Polizia postale, che vedono tra le vittime anche ragazzi e bambini sempre più piccoli

di Redazione

Nel 2020 il tempo passato online è aumentato esponenzialmente, più di quanto previsto per gli ovvi motivi legati alla pandemia e alla digitalizzazione di tutte le attività, tanto che sei adolescenti su dieci dichiarano di trascorrere più di cinque ore al giorno online – l’anno precedente la quota era del 30% -, con uno su cinque che invece si dichiara sempre connesso. Se i timori riguardo l’eccessivo tempo passato online prima erano rivolti soprattutto agli adolescenti, ora coinvolge fasce sempre più giovani, sia perché essendo nativi digitali sono esposti da subito all’utilizzo di device, sia perché nella fase pandemica le attività attività online hanno sostituito in larga parte quelle offline, quali la scuola o gli incontri con amici e parenti.

Photo by Philipp Katzenberger on Unsplash

A quanto pare, però, oltre al tempo in cui si è connessi sembrano aumentare anche i rischi. Secondo i dati riportai dalla Polizia postale e delle comunicazioni, il 2020 ha visto un forte aumento dei casi di minori vittime di vicende legate a pedopornografia, adescamento, cyberbullismo. Nello specifico, i casi trattati dalla Polizia sono stati 4.208, il 77% in più rispetto al 2.379 segnalati nel 2019. A preoccupare particolarmente è l’aumento del fenomeno della pedopornografia online che durante lo scorso anno ha coinvolto 3.243 casi, con una crescita del 132% rispetto ai 1.396 dell’anno precedente. A fronte di ciò, le persone indagate sono state 1.261, il 90% in più rispetto alle 663 del 2019.

I dati mostrano un incremento dei casi di adescamento anche per la fascia d’età 0-9 anni (denunciati passano da 14 nel 2018 ai 26 del 2019 e ai 41 del 2020), ma anche un aumento del fenomeno come quello della sextortion, cioè l’estorsione sessuale conseguente ad uno scambio di immagini sessualmente esplicite che, riguardava quasi esclusivamente gli studenti di scuole superiori, mentre dallo scorso anno vede vittime anche i minori di 13 anni.

L’estorsione sessuale e il revenge porn sono paure che preoccupano soprattutto le ragazze, secondo i dati dell’Osservatorio Indifesa 2020 di Terre des hommes e Scuolazoo, per oltre la metà delle ragazze, il 52%, l’incubo maggiore revenge porn e il rischio di subire molestie online, a cui segue il timore per l’adescamento online da parte di malintenzionati, che invece preoccupa il 49% delle ragazze.

In generale, tuttavia, i timori legati al mondo digitale, dalle preoccupazioni per la propria privacy, al cyberbullismo, all’estorsione, al furto di identità, sono comuni a tutti, tanto che sei adolescenti su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online.

 

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