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«L’inattività fisica aumenta il rischio di ammalarsi di Covid-19»

Lo studio ha coinvolto un campione di oltre 48mila persone positive al coronavirus tra gennaio e ottobre 2020

di Redazione

L’inattività fisica aumenta le probabilità di ammalarsi gravemente (e morire) di Sars-CoV-2. A stabilire questa connessione è uno studio del centro medico Kaiser Permanente in California, Stati Uniti, pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, sottolineando che l’inattività fisica è un fattore di rischio, secondo solo all’età avanzata.

Lo studio ha coinvolto 48.440 pazienti, che si sono ammalati di Covid-19 nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 21 ottobre del 2020, con un’età media di 47 e un’indice di massa corporea (BMI) pari a 31, appena sopra il limite di obesità. Il 62% dei partecipanti era di sesso femminile. Altri dettagli sul campione: la metà non soffriva di nessuna patologia precedente (diabete, malattia polmonare cronica, malattie cardiovascolari o renali e cancro), il 18% ne aveva soltanto una e il 32% ne aveva due o più di due.

Tutti i partecipanti avevano indicato il proprio livello di attività fisica regolare in occasione di almeno tre visite mediche, tra marzo 2018 e marzo 2020.

L’analisi ha evidenziato che le persone inattive, considerate tali perché praticavano meno di 10 minuti di esercizio a settimana, avevano rispetto a chi era stato classificato come “un po’ attivo” – attività fisica settimanale al di sotto dei 149 minuti – un rischio maggiore del 20% di essere ricoverato in ospedale, un rischio maggiore del 10% di richiedere cure intensive e un rischio maggiore del 32% di morire.

Tuttavia le misure restrittive introdotte per limitare i contagi hanno disincentivato la pratica sportiva, spingendo alcune persone ad abbandonarla: la chiusura delle palestre, ad esempio, ha contribuito molto in questo senso.

Tre italiani su cinque, però, non hanno mai smesso e poco meno di uno su cinque ha deciso di iniziare dopo il periodo di lockdown. A sostenerlo è un’indagine condotta dall’ASI, Associazioni Sportive e Sociali italiane, un’Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, e da Swg, sottolineando che, prima dell’inizio della pandemia, la quota dei praticanti era sensibilmente più alta: il 66% contro l’attuale 59%.

L’indagine scende nel dettaglio, riferendo che il 35% degli italiani è attivo, poiché pratica attività sportiva più volte a settimana, il 40% limita l’esercizio fisico ad una volta alla settimana mentre il 25% è sedentario, in quanto non svolge nessuna attività.

 

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