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Il mercato dello streaming musicale

Spotify continua a crescere (in attesa delle novità annunciate nelle scorse settimane), mentre Square formalizza l’acquisizione di TIDAL

di Redazione

La società di pagamenti digitali Square, di proprietà di Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha formalizzato il 30 aprile l’acquisizione delle quote di maggioranza di TIDAL (oltre 300 milioni di dollari), il servizio di musica in streaming di proprietà del rapper JAY-Z. L’operazione era stata annunciata a inizio marzo dalle due società. Nel 2017 JAY-Z aveva venduto il 33 per cento della società all’azienda di telecomunicazioni Sprint, poi riacquistate prima della conclusione dell’accordo con Square. Nel 2015 JAY-Z aveva acquisito la società dalla norvegese Aspiro, che l’aveva lanciata un anno prima.

TIDAL è stata tra le prime aziende dedicate allo streaming musicale a promuovere una qualità superiore (qualità CD senza perdita di dati), proponendo agli utenti nella sua versione più elevata un prezzo più alto per l’abbonamento rispetto ai principali competitor. Su quest’ultimo punto, però, la concorrenza si è messa al pari. 

Deezer e Amazon Music, ad esempio, che hanno di recente lanciato la loro versione HiFi. E anche Spotify, a febbraio, ha annunciato – dopo anni di voci al riguardo – che entro la fine dell’anno proporrà, in mercati selezionati, il nuovo servizio Spotify HiFi, che permetterà di ascoltare musica in qualità da CD, in formato lossless.  

Spotify era rimasta uno delle poche piattaforme di streaming musicale (insieme ad Apple Music, che però sviluppa un altro tipo di tecnologia) senza la possibilità dell’ascolto in alta fedeltà. L’Hi-Fi, dunque, era stata fin qui una prerogativa di TIDAL, che ha introdotto inoltre la qualità Master (un tipo di formato che, secondo la società, permette agli abbonati di ascoltare la musica proprio come è stata registrata in studio) e altre piattaforme, tra cui Qobuz, più indicata per veri e propri audiofili.

Eppure queste differenze non hanno impedito a Spotify – che negli anni ha fatto dei podcast il suo punto di forza – di mantenere il primato nel mercato dello streaming musicale. TIDAL non è riuscita a replicare il medesimo successo – al netto di una maggiore qualità, video, album e contenuti in esclusiva –, mentre Spotify può contare a fine marzo su 356 milioni di utenti e sull’aumento del 21% del numero di abbonati (158 milioni) in un anno. La piattaforma ha perciò chiuso il primo trimestre con un fatturato pari a 2,15 miliardi di euro, in crescita del 16% rispetto allo stesso periodo del 2020. In più, dopo diversi trimestri in perdita, mette a segno un utile netto di 23 milioni di euro.

 

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