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Usa, Eurozona e Cina: la ripresa economica mondiale

In generale la crescita prosegue nelle ultime settimane grazie ai progressi delle campagne vaccinali e agli stimoli di bilancio

di Redazione

La ripresa economica mondiale, proseguita nelle ultime settimane grazie ai progressi delle campagne vaccinali e agli stimoli di bilancio, si osserva nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana dell’Istat nella parte relativa al quadro internazionale, resta caratterizzata da dinamiche molto eterogenee fra paesi e settori produttivi. Mentre le attività dei servizi legate al turismo e alla cultura stentano ancora a ripartire, il comparto industriale ha continuato a crescere, sostenendo il recupero degli scambi mondiali di merci in volume. Questi ultimi sono rimasti in espansione, sebbene a febbraio abbiano registrato una decisa decelerazione rispetto al mese precedente (+0,3% da +1,9%, fonte: Central planning bureau), condizionati dal calo di esportazioni e importazioni in Cina e Stati Uniti. La dinamica positiva del commercio internazionale, prosegue l’Istat, è attesa proseguire nei prossimi mesi, come segnalato dal PMI globale composito sui nuovi ordinativi all’export che ad aprile, per il terzo mese consecutivo, si è collocato sopra la soglia di espansione.

La crescita nei primi mesi dell’anno si è consolidata in Cina e negli Stati Uniti mentre, nell’area euro, la necessità di nuove misure di contenimento per contrastare la terza ondata del Covid-19 ha frenato l’attività economica. Il Pil cinese, nel primo trimestre, trainato dalle componenti interne della domanda e dalle esportazioni nette, è aumentato dello 0,6% su base congiunturale (+6,5% nel quarto trimestre 2020).

Stati Uniti

Negli Stati Uniti, nello stesso periodo, l’attività economica ha segnato un incremento in termini congiunturali dell’1,6% (+1,1% nel trimestre precedente) con una crescita robusta di consumi e investimenti, trainati dai consistenti programmi di stimolo fiscale, a fronte di contributi negativi di scorte ed esportazioni nette. Le prospettive restano molto favorevoli. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ad aprile, spiega ancora l’Istat, ha toccato il massimo da febbraio 2020.

Eurozona

Nell’area euro, tra gennaio e marzo, la stima preliminare ha mostrato un ulteriore calo del Pil (-0,6% e-0,7% le variazioni congiunturali nel primo e nel quarto trimestre 2020), condizionata dall’ampia flessione dell’attività in Germania (-1,7%). In Italia e Spagna, le diminuzioni sono state inferiori alla media dell’area (rispettivamente -0,4% e -0,5%), mentre in Francia la dinamica del Pil è stata positiva rispetto ai tre mesi precedenti (+0,4%).

Le prospettive per i prossimi trimestri indicano un miglioramento legato anche alla imminente disponibilità delle prime risorse finanziarie gestite in ambito Recovery and Resilience Facility. L’indice composito di fiducia economica della Commissione europea (ESI) di aprile è salito ai massimi dal 2018, sopra la media di lungo periodo. Il miglioramento è stato diffuso a tutti i settori. L’industria si è confermata come comparto trainante per la ripresa, ma i rialzi più marcati sono stati registrati nei servizi e nel commercio al dettaglio dove però gli indicatori sono rimasti al di sotto della media di lungo periodo. I provvedimenti nazionali di sostegno all’occupazione hanno contribuito a contenere l’impatto della crisi pandemica sul mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione, dopo aver raggiunto un picco (8,7%) tra agosto e settembre 2020, è tornato a calare (8,1% a marzo), restando tuttavia superiore ai livelli pre-crisi (7,1% a marzo 2020). Anche le vendite al dettaglio hanno continuato la fase di recupero, segnando a marzo un incremento del 2,7% su base congiunturale dopo il +4,2% del mese precedente.

 

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