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Vaccini e sostegno ai redditi trainano la ripresa internazionale

Commercio mondiale di merci ha segnato un ulteriore incremento. Cina e Stati Uniti continuano a crescere, segnali positivi anche nell’Eurozona

di Redazione

Il progresso e l’efficacia delle campagne vaccinali e le politiche di sostegno ai redditi di famiglie e imprese continuano a essere fattori di traino della ripresa internazionale. Ad aprile – è il punto dell’Istat in riferimento al quadro internazionale nella consueta nota mensile sull’andamento dell’economia italiana – il commercio mondiale di merci in volume ha segnato un ulteriore incremento (+0,5%, fonte: Central planning bureau), spinto principalmente dagli scambi dei paesi asiatici emergenti e in particolare della Cina. A giugno, il PMI globale composito sui nuovi ordinativi all’export, anche se in calo rispetto al mese precedente, si è collocato nuovamente sopra la soglia di espansione per il quinto mese consecutivo, suggerendo il proseguimento dell’aumento della domanda mondiale. Negli ultimi mesi, l’economia cinese e quella degli Stati Uniti hanno continuato a crescere seppure con intensità diverse. 

Stati Uniti e Cina

In Cina sono emersi alcuni segnali di raffreddamento dell’attività più accentuati per il settore dei servizi per il quali, a giugno, l’indice Pmi è diminuito, attestandosi a 53,5 da 55,2. Negli Stati Uniti, l’economia ha continuato a mostrato un forte dinamismo che si è accompagnato a un rialzo dei prezzi. A maggio, l’inflazione al consumo, ha raggiunto il 5% in termini tendenziali, il valore massimo da agosto 2008, spinta dagli effetti della risalita delle quotazioni delle materie prime e da limiti della capacità produttiva in alcuni settori. Conseguentemente è aumentato il rischio di diffusione delle pressioni inflazionistiche che renderebbe necessaria una normalizzazione della politica monetaria, con possibili effetti negativi sulla ripresa economica. Le prospettive per l’economia americana restano molto favorevoli come indicato a giugno anche dal deciso miglioramento (circa sette punti rispetto al mese precedente) della fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board.

Eurozona

Nell’area euro, dopo la flessione dell’attività segnata nel primo trimestre, si sono amplificati i segnali positivi. A maggio, le vendite al dettaglio in volume sono aumentate del 4,6% congiunturale e il tasso di disoccupazione è sceso a 7,9% da 8,1% con una diminuzione diffusa alle principali economie: Germania (3,7% da 3,8%), Francia (7,5% da 7,8%) e Spagna (15,3% da 15,5%). A giugno, si è registrato un marginale rallentamento dell’inflazione al consumo dell’area, da +2,0% a +1,9%. Il ribasso è dovuto alla decelerazione dei prezzi dell’energia e al calo degli alimentari freschi. Le prospettive mostrano un orientamento decisamente positivo. L’Economic Sentiment Indicator (ESI) della Commissione europea è salito a 117,9 da 114,5, collocandosi vicino al massimo storico raggiunto nel maggio del 2000. Il miglioramento dell’indice è diffuso a tutti i settori e, soprattutto, a quello dei servizi che ha particolarmente beneficiato dell’allentamento delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria. L’aumento dell’ESI è stato quasi generalizzato tra i principali paesi europei a eccezione della Spagna dove si è registrata una marginale diminuzione. Il cambio dollaro euro a giugno ha continuato a oscillare attorno a 1,20 dollari per euro anche se si è manifestata una tendenza al deprezzamento negli ultimi giorni. Dopo la temporanea flessione ad aprile, le quotazioni del Brent sono aumentate, toccando i 72,9 dollari al barile a giugno (68,5 a maggio).

 

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