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Migliorano le attese economiche delle famiglie

Indagine della Banca d’Italia: la situazione epidemiologica suscita ancora qualche apprensione, in più rimane una certa cautela nelle attese di spesa a tre mesi

di Redazione

L’attuale situazione epidemiologica suscita qualche apprensione – i principali indicatori che ne fotografano lo stato sono in costante peggioramento, sia nei monitoraggi indipendenti che in quelli ufficiali – e le cose non dovrebbero migliorare nei prossimi tre mesi, almeno secondo una quota consistente degli italiani intervistati in occasione dell’indagine sulle famiglie realizzata dalla Banca d’Italia. Secondo il 50,8% del campione, i contagi «aumenteranno ma non raggiungeranno i livelli dell’autunno 2020». 

Per una quota meno consistente, ma comunque rilevante, i casi aumenteranno raggiungendo i livelli dell’autunno dello scorso anno (20,8%), mentre secondo una percentuale analoga non ci sarà alcun incremento. Dunque gli italiani temono un ulteriore peggioramento sul fronte dei contagi. Che, secondo un nuovo studio della Fondazione Bruno Kessler avrebbero potuto essere molti di più. Così non è stato perché i vaccini hanno attenuato l’impatto della variante Delta, più contagiosa rispetto le precedenti varianti. «Tuttavia, la diffusione globale della variante Delta altamente trasmissibile ha probabilmente soppresso le possibilità residue di eliminazione di Sars-CoV-2 attraverso la sola immunità di gregge», osserva lo studio. Oltre a un minor numero di contagi, i vaccini avrebbero anche scongiurato 12 mila decessi dall’inizio della campagna vaccinale sino alla fine di giugno.

Tornando all’indagine sulle famiglie italiane della Banca d’Italia, c’è da dire che migliorano le attese sull’economia del paese. Il saldo tra le attese di miglioramento e quelle di peggioramento della situazione economica generale e del mercato del lavoro nei successivi dodici mesi è passato in territorio positivo per la prima volta dall’avvio delle rilevazioni nella primavera del 2020. 

In calo di oltre dieci punti la quota di famiglie che si aspetta un peggioramento (al 27% e al 31%). Rimangono stabili, invece, le attese sul reddito familiare, con tre nuclei su quattro che si aspettano entrate simili a quelle del 2020, mentre il 15% si aspetta un calo. Circa una famiglia ogni tre dichiara di essere riuscito ad accantonare qualche risparmio a partire dall’inizio della pandemia e la quota risulta più ampia per i nuclei il cui capofamiglia è laureato. Per quanto riguarda i consumi, secondo l’analisi i comportamenti rimangono condizionati all’evolversi dell’emergenza pandemica, ma risultano tuttavia in calo la percentuale di famiglie che dichiara di aver ridotto le spese per alberghi, bar e ristoranti e quella di quanti affermano di aver fatto meno frequentemente acquisti in negozi di abbigliamento e per servizi per la cura della persona. 

Nonostante il miglioramento delle attese, rimane una certa cautela nelle attese di spesa a tre mesi, in particolare tra le famiglie con maggiori difficoltà economiche.

 

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