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Guerra in Ucraina, le reazioni nel mondo

Il sentiment rilevato dal Pew Research Center e YouGov negli Stati Uniti e in Europa, prima e dopo l’inizio del conflitto

di Redazione

A inizio gennaio “appena” il 26% dei cittadini statunitensi considerava le truppe militari russe al confine con l’Ucraina una grave minaccia per gli interessi americani, mentre il 33% affermava che lo era in tono minore e un altro 33% ammetteva di non essere sicuro in che modo un’eventuale invasione russa nel paese avrebbe potuto minare gli interessi degli Stati Uniti. Infine il 7% non riteneva quanto stava avvenendo in Europa una minaccia per l’America. Il sondaggio del Pew Research Center era stato condotto prima dell’inizio della guerra in Ucraina, dunque anche prima che gli Stati Uniti mettessero le truppe in allerta e prima che la NATO annunciasse che i paesi membri avrebbero inviato supporto militare nella regione. Arrivati al sesto giorno di conflitto – nella giornata di lunedì 28 febbraio i colloqui di Gomel non hanno prodotto granché e mentre scriviamo si teme un attacco russo di vaste proporzioni su Kiev – come è cambiata la percezione della guerra e della Russia agli occhi del mondo? 

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Il sondaggio Pew Research Center appena citato, rilevava inoltre che circa la metà degli adulti statunitensi (49%) considera la Russia un concorrente degli Stati Uniti, mentre il 41% la definisce un nemico. Solo il 7%, al contrario, la ritiene un paese partner degli Stati Uniti. I dati, insomma, sembrano suggerire oltreoceano un grado talvolta elevato di diffidenza – al netto delle possibili ripercussioni del conflitto con l’Ucraina – nei confronti di Mosca. L’indomani dell’invasione, avvenuta il 24 febbraio, metà degli americani – stavolta la rilevazione è di YouGov – si diceva favorevole alle sanzioni decise da Washington. Chiaramente è nel vecchio continente che la guerra impensierisce di più.

In Italia preoccupato l’87% delle persone

In Italia, l’87% delle persone si dichiara preoccupato per la situazione tra Russia e Ucraina, tra queste il 34% è “molto preoccupato”. Percentuali analoghe vengono registrate da YouGov in Germania (86%), Gran Bretagna (84%), Francia (83%) e Stati Uniti (80%). Due tedeschi su cinque (41%) pensano che probabilmente il conflitto coinvolgerà la Germania, mentre il 39% pensa che sia uno scenario improbabile. La metà dei britannici (52%) e degli italiani (51%) teme sia possibile che i propri paesi vengano trascinati in un conflitto più ampio, contro rispettivamente il 26% e il 36% che non la vedono allo stesso modo. Gli americani sono i più propensi a pensare che il loro paese sarà coinvolto in una guerra più ampia (66%), ma sono dubbiosi al riguardo nel 25% dei casi.

Le sanzioni alla Russia

Le sanzioni hanno un costo, soprattutto sul piano energetico. Circa il 44% dei britannici, rileva ancora YouGov, accetterebbe tali sanzioni se portassero a carenza di carburante, con il 37% contrario. I tedeschi sono invece più divisi, ma in generale nei confronti delle sanzioni che aumenterebbero il costo della vita si osservano i britannici gli unici in maggioranza a favore, tedeschi ancora divisi e francesi e italiani contrari. Eppure le sanzioni economiche sono le misure maggiormente sostenute, considerando che l’invio di armi all’Ucraina è una misura che trova consensi netti nel Regno Unito (60%), contro il 47% in Francia, il 45% in Germania e il 37% in Italia. Sebbene gli schieramenti di truppe in Ucraina rimangano fuori discussione per i paesi della NATO, rafforzare altri paesi dell’Alleanza nella regione trova pareri favorevoli tra i britannici (54%) e tra i tedeschi (50%). Solo poco più di un terzo dei francesi (39%) e degli italiani (37%) è d’accordo con l’invio di truppe nelle nazioni alleate.

Azioni militari, attacchi informatici, oppositori interni di Putin

E nel caso si dovesse passare all’azione diretta? i britannici sono più favorevoli a attacchi aerei coordinati contro obiettivi russi in Ucraina (31%) rispetto a Francia, Italia e Germania (19-20%). Un altro 26% dei britannici sosterrebbe l’invio di truppe britanniche in Ucraina, contro il 21% degli italiani, il 19% dei francesi e il 17% dei tedeschi. Per quanto riguarda gli attacchi informatici, la metà dei britannici (55%) e degli italiani (49%), insieme a due tedeschi su cinque (39%), sosterrebbero azioni del genere contro le capacità militari russe. Infine, il 59% dei britannici, il 43% degli italiani e il 42% dei tedeschi sosterrebbero la concessione di risorse agli oppositori politici interni del regime di Putin.

I leader alla prova della crisi ucraina

Nel Regno Unito le persone appaiono divise – entrambe le posizioni si attestano al 36% – su come Boris Johnson stia affrontando l’invasione russa. Il sentimento è simile in Francia, dove il 36% pensa che Emmanuel Macron stia gestendo bene la situazione, contro il 40% contrario. Negli Stati Uniti il 41% degli elettori registrati afferma che Joe Biden sta facendo bene, in disaccordo il 43%. Dal 44% (bene) al 38% (male), gli italiani tendono a vedere positivamente l’operato di Mario Draghi. La differenza di opinione più significativa riguarda il nuovo cancelliere tedesco, Olaf Scholz. Il 37% dei tedeschi pensa che Scholz stia affrontando nel modo giusto la crisi, il 44% ritiene però che non sia così.

 

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