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Il contributo delle multinazionali estere in Italia

Le imprese a controllo estero in Italia danno lavoro a 1,2 milioni di persone, contribuendo per il 7,6% al numero degli occupati nei settori dei servizi e dell’industria.
di Redazione

Nel corso del 2014 il numero delle imprese a controllo estero in Italia è aumentato del 3% rispetto all’anno precedente, comportando un aumento marcato del numero degli addetti e contribuendo positivamente sia al settore dell’industria che a quello dei servizi.

multinazionali

Secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, infatti, le controllate estere in Italia sono 13.569 (contro le 22.388 controllate italiane all’estero) e danno lavoro a 1,2 milioni di persone, un numero in crescita del 4,7%. Buoni risultati hanno interessato anche il fatturato (che al netto delle attività finanziarie e assicurative cresce del 6,2% a 524 miliardi di euro) e il valore aggiunto (+5,1% a 97 miliardi di euro).
Bene anche gli investimenti che, grazie ad una crescita tendenziale del 9,1%, arrivano a toccare i 12 miliardi di euro nel 2014. Solo la voce “Ricerca e Sviluppo” è stata interessata da un +10,6% attestandosi a tre miliardi di euro.
Osservando il contributo delle multinazionali estere in Italia ai principali settori di attività economica, risulta che le imprese a controllo estero occupano il 7,6% degli addetti di industria e servizi, garantiscono il 17,8% del fatturato totale dei due comparti, il 14,1% del valore aggiunto e il 14,6% degli investimenti. Notevole anche la quota sul totale delle esportazioni: 27,4%. In particolare le controllate estere attive in Italia nel settore dei servizi sono 9.600 (il 7,1% delle attività del settore) e quattromila quelle attive nell’industria (l’8,5% del totale).
Entrando ancor più nel dettaglio, dalle rilevazioni emerge un notevole contributo occupazione nelle industrie per la fabbricazione di prodotti farmaceutici (il 53% degli addetti dell’intero settore) e in quelle per la fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (con una quota del 39,9%) e nella fabbricazione di prodotti chimici (con il 30,6% del totale degli occupati del comparto).
Più limitata, invece, la presenza di occupati delle controllate estere nei settori tradizionali del Made in Italy. Nelle industrie del legno e dei prodotti in legno gli occupati delle multinazionali estere sono solo lo 0,4% degli addetti totali del comparto. Di bassa entità anche la quota registrata nelle industrie della fabbricazione di mobili (1,6%) e nelle industrie tessili (il 4,6%).

 

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