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Al via le elezioni europee, aprono Olanda e Regno Unito

Urne aperte oggi per i cittadini olandesi e britannici. Brexit, Germania e Francia, Spagna: quattro scenari dell’Europa che verrà

di Redazione

Pronti, via. Si aprono oggi, giovedì 23 maggio, le elezioni europee, con il voto in Olanda e nel Regno Unito. Alcuni giorni fa ci si interrogava, su queste pagine, sul futuro che attenderà l’Unione europea, almeno per come l’abbiamo conosciuta negli ultimi anni, alla luce dei profondi mutamenti che stiamo osservando in molti paesi e un cambio di leadership in Germania che inevitabilmente avrà conseguenze anche sulle decisioni prese a Bruxelles, mentre Berlino rinsalda la cooperazione con Parigi. Una panoramica sui principali paesi, Italia a parte, chiamati al voto.

Il Regno Unito è il caso sicuramente più particolare. A queste elezioni 2019 non avrebbe dovuto partecipare, perché la Brexit, formalmente, si sarebbe dovuta concludere il 29 marzo. Quel giorno, cioè, il Regno Unito avrebbe smesso di essere un paese membro dell’Unione europea. Le difficoltà a raggiungere un accordo con l’Europa per un’uscita controllata, se possibile ulteriori ostacoli al momento dell’approvazione del Parlamento britannico (distanze enormi sono emerse soprattutto a causa del meccanismo del backstop, relativo alle frontieri irlandesi), una premier – Theresa May – mano a mano indebolita e sempre più sfiduciata dagli stessi esponenti del partito conservatore. Nel frattempo l’economia ha cominciato a risentire del processo di uscita del Regno Unito dall’UE, ma non troppo: il Pil ha registrato un rallentamento pur continuando a crescere, la disoccupazione si è mantenuta su livelli bassi. Il problema, semmai, è nel lungo periodo: già oggi, causa incertezza sul tipo di Brexit che verrà adottata (si presume nl giro di qualche mese, massimo ottobre), molte aziende e colossi hanno deciso di abbandonare il Regno Unito per insediare il proprio quartier generale altrove. Molto, insomma, dipenderà proprio dalle modalità di divorzio tra Londra e Bruxelles. E anche, è il caso di dire vista la possibilità di elezioni anticipate, da chi sarà a condurre la partita nei prossimi mesi.

Edit: Theresa May ha annunciato il 24 maggio 2019 che rassegnerà le sue dimissioni il 7 giugno.

Germania e Francia giocano una partita più o meno alla pari, nel senso che entrambi i paesi esercitano in Europa una vistosa leadership. Sono le due principali economie e il peso politico si è fatto sentire soprattutto negli anni più duri della crisi economica, in piena fase rigorista. Oggi che è avviato il superamento di quella fase, cosa c’èda aspettarsi? Le due economie crescono, non in maniera vertiginosa, ma crescono. Alla Germania viene spesso rimproverato il fatto di contare troppo sull’export. Berlino accumula troppo surplus di partite correnti – gli scambi con l’estero di beni e servizi – e questo rende la sua economia meno dinamica, soprattutto sul fronte degli investimenti in infrastrutture. I detrattori della Germania ritengono che una crescita più dinamica (approccio comunque tentato, più di recente) rappresenterebbe una spinta per la ripresa dell’Eurozona, che appare ancora fragile. Ma anche in Germania – in Francia lo abbiamo già osservato in occasione delle ultime presidenziali – i “nuovi partiti” in ascesa potrebbero determinare, anche in Europa, una nuova geografia politica.

La Spagna alle prese con gli stravolgimenti politici degli ultimi mesi – si è rivotato da poco, ma non c’è ancora un governo, considerata la vittoria di misura del Partito socialista – registra da tempo una crescita sostenuta e appare – tra investimenti in tecnologia e turismo in ripresa – tra le economie più dinamiche dell’UE. Il nodo è la questione catalana, con gli indipendentisti che rinuncerebbero volentieri a Madrid, ma non altrettanto a Bruxelles. In tempi di Brexit, non è una faccenda di poco conto.

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1 Commento per “Al via le elezioni europee, aprono Olanda e Regno Unito”

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