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IoT: l’evoluzione naturale del web

di Umberto Schiavella

smarthome_iotInternet of Things o Internet delle cose è un neologismo utilizzato la prima volta da Kevin Ashton, ricercatore presso il MIT (Massachussets Institute of Technology) e si riferisce ad una rete di oggetti, dalle automobili agli elettrodomestici, fino ai luoghi fisici come le case, in grado di comunicare e scambiarsi informazioni grazie al collegamento online. Per molti si tratta dell’evoluzione naturale di internet caratterizzata da un’integrazione di oggetti, persone, luoghi e sistemi informativi. Tutte “cose” che ora sono in grado di interagire con la rete e il cloud per monitorare, controllare, trasferire dati e informazioni per poi svolgere una serie di azioni conseguenti. I campi di utilizzo sono molteplici, dai processi produttivi alla mobilità, dall’efficienza energetica alla medicina, dagli elettrodomestici alla sicurezza fisica, fino al controllo di un’intera città. L’internet delle cose sembra non avere limiti, fantasia e capacità di rispondere ai bisogni concreti della vita quotidiana sono i fattori che stanno caratterizzando questa evoluzione tecnologica.
Gli analisti di Gartner hanno riassunto, attraverso un’infografica, l’evoluzione di questo settore mostrando il suo impatto su ogni aspetto della nostra vita. Secondo la ricerca gli oggetti connessi tra loro cresceranno, nel 2016, del 30% rispetto all’anno precedente per arrivare a 20,8 miliardi nel 2020. Si stima che solo durante il 2016 ogni giorno saranno 5,5 milioni i nuovi oggetti connessi alla rete.
Questi dati dimostrano come l’internet delle cose stia diventando sempre più mainstream, un vero fenomeno di massa in grado di accelerare la trasformazione della produzione industriale, la gestione dell’energia, dell’agricoltura, dell’automotive, delle città sempre più smart, ma anche le categorie professionali come i medici, gli ingegneri, gli addetti alla logistica, i magazzinieri. Sono proprio questi gli elementi che emergono dal report “State of the Market: Internet of Things 2016” di Verizon: se il 2015 è stato riconosciuto come l’anno della legittimazione dell’internet delle cose, il 2016 sarà l’anno delle sue applicazioni di massa. Non è un caso se, sempre secondo la ricerca Verizon, nel 2015, le start-up nel settore dell’internet delle cose per le imprese hanno sorpassato del 75% in termini di finanziamenti le start-up nel settore consumer e si stima che, nel 2016 le start-up nel settore IoT continueranno a crescere due o tre volte di più in termini di capitali.
Secondo gli esperti di Verizon l’internet delle cose diventerà un driver per il fatturato delle piccole e grandi imprese. Il consumatore medio sperimenterà un livello più elevato di automazione nella vita quotidiana nell’arco di 3 – 5 anni grazie alla possibilità di utilizzare applicazioni IoT attraverso una singola interfaccia. Oggi l’81% degli utilizzatori di IoT nel settore pubblico ritiene che i cittadini si aspettino una crescente offerta di servizi avanzati basati sull’utilizzo di dati e IoT. Anche la monetizzazione dei dati diventerà una competenza necessaria e fondamentale. Nei prossimi due o tre anni quasi il 50% delle imprese userà il 25% dei loro dati. Inoltre un cambiamento nel panorama normativo contribuirà a creare un ecosistema di partner che permetteranno di creare in maniera più veloce nuovi standard di settore. La connettività di rete, i dispositivi a basso consumo e le piattaforme IoT renderanno l’innovazione più democratica consentendo alle imprese di dimensionare, in maniera più economica, l’implementazione dell’internet delle cose, passando da milioni a miliardi di connessioni. Inoltre, la prossima generazione wireless, il 5G, permetterà non solo di trasformare in realtà l’automazione di soluzioni nel settore automotive e della robotica, ma introdurrà nuove categorie di utilizzo come la realtà virtuale e quella aumentata per l’implementazione di IoT. Infine gli esperti di sicurezza riusciranno a stare al passo con gli ultimi sviluppi tecnologici grazie al monitoraggio dei vettori di rischio emergenti (esistenti e nuovi) che confluiranno nell’utilizzo dell’internet delle cose nelle attività quotidiane.
Il rapporto si conclude evidenziando il fatto che il 72% delle aziende interpellate dichiara di considerare l’internet of things un elemento fondamentale per acquisire un vantaggio competitivo sulla concorrenza, concorrenza che si farà a suon di dati. Dati raccolti dai sensori, dalle app, dai device interconnessi tra loro che, una volta analizzati, filtrati e indicizzati si trasformeranno in informazioni, in previsioni e in indicazioni di business. Mark Bartolomeo, Vice Presidente IoT Connected Solutions di Verizon, ha dichiarato: “Nell’ultimo anno, abbiamo avuto la prova di come IoT sia utilizzato da una vasta gamma di aziende, imprenditori, enti pubblici e sviluppatori per rispondere alle più importanti esigenze di business, dei consumatori e del settore pubblico. Il risultato finale sarà non solo l’avvento di migliaia di nuovi casi di utilizzo nel corso dei prossimi due anni, ma anche la creazione di un canale d’accesso accelerato per l’innovazione e la creazione di una nuova economia”.

 

1 Commento per “IoT: l’evoluzione naturale del web”

  1. […] in tutto il mondo. Entro il 2021 saranno 16 miliardi i dispositivi interconnessi in ambito Internet of Things, ma allo stesso tempo, solo alla fine di settembre di quest’anno le SIM dati inserite in uno […]

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