Come sta evolvendo la situazione in Catalogna/2 | T-Mag | il magazine di Tecnè

Come sta evolvendo la situazione in Catalogna/2

Puigdemont dichiara e poi sospende la dichiarazione di indipendenza per tentare la via del dialogo con Madrid, che sta valutando l'opportunità di applicare l'articolo 155 della costituzione spagnola
di Mirko Spadoni

Alla fine il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, ha dichiarato l’indipendenza. Salvo poi sospenderla, un minuto esatto dopo averla annunciata. Successivamente ha sottoscritto insieme ad altri politici regionali un documento in cui si proclama la “piena sovranità” della Catalogna, anche se non è chiaro se l’iniziativa abbia un qualche valore legale. Per quale motivo Puigdemont ha sospeso la dichiarazione di indipendenza? Cercare la via del dialogo con Madrid.

Il governo spagnolo non ha nessuna intenzione di intavolare una trattativa con i separatisti catalani, però: “Il gabinetto ha raggiunto un accordo per richiedere formalmente al governo catalano di confermare se ha dichiarato o meno l’indipendenza”, ha detto Rajoy durante un discorso in televisione.

In caso di risposta affermativa, il governo spagnolo può attivare l’articolo 155 della costituzione che consente al premier di sospendere l’autonomia della Catalogna. La richiesta formale è necessaria per innescare l’articolo 155, anche se la costituzione non stabilisce una tempistica precisa per la risposta. “La risposta da parte del governo catalano determinerà gli eventi futuri, nei prossimi giorni”, ha aggiunto Rajoy. Il governo spagnolo agirà comunque in “modo cauto e responsabile”.

Come hanno accolto le dichiarazioni di Rajoy, in Catalogna? “Se applicano il 155, vuol dire che non vogliono il dialogo, e sarà chiaro che dobbiamo essere coerenti con i nostri impegni”, ha spiegato il portavoce del governo catalano, Jordi Turull, parlando a Catalunya Radio.

Margini per una trattativa ci sarebbero: il ministro degli Esteri spagnolo, Alfonso Dastis, non ha escluso questa possibilità, aggiungendo però che i negoziati devono svolgersi nel rispetto della Costituzione spagnola.

Carles Puigdemont non deve fare i conti solo con Madrid: la legge catalana prevede che la dichiarazione di indipendenza deve essere approvata dal parlamento regionale. Cosa che non è ancora accaduta e che viene chiesta con insistenza dal Cup – Candidatura d’Unitat Popular, partito di estrema sinistra che fa parte del fronte indipendentista e sostiene Puigdemont –, che ha posto un limite temporale (un mese) per i colloqui con Madrid. Qualora né inizieranno i colloqui con il governo spagnolo né la dichiarazione di indipendenza verrà votata dal parlamento catalano, il Cup smetterà di sostenere il governo di Puigdemont. A quel punto, nuove elezioni sarebbero inevitabili.

Un’eventuale dichiarazione unilaterale di indipendenza non verrebbe accolta con favore da nessuno, eccezion fatta (naturalmente) per i separatisti catalani. I principali partner europei della Spagna – ovvero Germania, Francia e Italia – hanno ribadito che non riconosceranno una Catalogna indipendente. Mentre l’Unione europea invita a “superare le divisioni e la frammentazione, assicurando l’unità e il rispetto della Costituzione spagnola”, come ha affermato il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovkis.

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